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Tizi-che-origliano1

Gossip: elisir
per una vita più leggera

Il gossip: materia trascurabile buona solo per riviste patinate? Tutt`altro. Forse è il momento di aggiornare le nostre conoscenze sul pettegolezzo. E con esse anche il dizionario medico, inserendo alla voce psicologia la definizione "scientifica" di gossip. Lo suggeriscono le tesi di alcuni studiosi: chiacchiere e dicerie sono una risorsa fondamentale per il progresso umano. Come la politica, la religione e persino il calcio.
Anzi di più. "Il gossip è un vero e proprio strumento di coesione sociale". Parola di Robin Dunbar, docente di antropologia evolutiva all`Università di Oxford, che ne parla nel suo nuovo libro "Grooming, Gossip, and the Evolution of Language" (Harvard University Press). Secondo Dunbar "farsi gli affari degli altri" è un bisogno insopprimibile della natura umana. Sbagliato pensare che sia un`attività negativa perché, ed è la tesi del libro, il gossip "è un fattore di progresso" che ha consentito, tra l`altro, l`evoluzione della lingua.
Gossip sdoganato? "Se non si trasforma in una sorte di voyeurismo ossessivo è sicuramente un fattore positivo", spiega Sergio Benvenuto, psicologo del linguaggio e autore di "Dicerie e pettegolezzi. Perché crediamo in quello che ci raccontano" (Il Mulino). "Il gossip non è solo un collante sociale - continua - ma svolge una vera e propria funzione di polizia, di controllo verbale e cognitivo su quello che possiamo fare". Il pettegolezzo-gendarme riesce quindi a stabilire e ristabilire un ordine sociale. Andava così anche nella Francia medioevale: per sanzionare una moglie fedifraga o un`unione fuori dalle regole, gli abitanti muniti di campanacci giravano per il paese protestando. Dagli scampanellii alle chiacchiere il passo è breve.
È la tesi anche di John Beard Haviland, professore di antropologia alla Università della California, che nel suo libro  "Gossip, Reputation, and Knowledge" sostiene l`utilità sociale del gossip. "Se le persone sanno che la loro reputazione potrebbe essere danneggiata dal gossip - scrive  Haviland -, ci sono meno probabilità che compiano azioni cattive". Il pericolo di divenire oggetto di pettegolezzi può, dunque, spingere le persone a comportarsi meglio.
Il nostro desiderio di gossip , secondo Haviland, può anche derivare dal nostro bisogno di appartenenza: "L`impegno nello scambio di informazioni può farci sentire parte del gruppo". Infatti è necessario possedere "un certo tipo di conoscenze per essere in grado di fare gossip". E la misura in cui è possibile, conclude Haviland, "è la prova che avete acquisito quella conoscenza di informazioni privilegiate nonché la comprensione di una di valori e norme comuni".

di nadia comerci (01/10/2008)

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