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Basaglia: prima e dopo la legge che chiuse i manicomi

Fino agli anni `70 in Italia esistevano i manicomi, strutture nelle quali venivano confinati i cosiddetti "malati di mente". I pazienti erano costretti a restarci fino al momento della loro guarigione, evento che raramente avveniva. Le indagini parlamentari svolte in previsione della chiusura stabilirono che troppo spesso chi ci viveva veniva sottoposto a pratiche violente, vessazioni o al furto di ogni bene personale.
Nel 1978 la situazione cambia: la legge 180, conosciuta con il nome del suo promotore, lo psichiatra Franco Basaglia, ha stabilito la chiusura degli istituti psichiatrici e il riconoscimento ai malati del diritto ad un`adeguata qualità della vita. La norma raccoglieva le teorie del movimento dell`Antipsichiatria, del quale il maggiore esponente fu proprio Basaglia. Secondo lo studioso la psichiatria tradizionale, responsabile della creazione dei manicomi, era concentrata soltanto sulla basi organiche della malattia, trascurando l`origine sociale dei disturbi psichici. Lo psichiatra avrebbe dovuto invece sottolineare l`origine sociale dei disturbi psichici e impegnarsi politicamente per trasformare la società.
A trent`anni di distanza dalla legge Basaglia resta vivo il dibattito sulla cura e la gestione dei malati psichiatrici. La critica più decisa alla 180 riguarda il fatto di non aver pianificato in modo accurato le conseguenze della chiusura degli istituti psichiatrici. La norma ha infatti affidato alle Regioni l`attuazione dei provvedimenti in materia di salute mentale, generando una difformità di trattamento. Mentre alcune sono state tempestive nell`attuare la normativa, altre hanno tardato, producendo nel tempo effetti su qualità ed efficacia dell`assistenza.
Attualmente le strutture dedicate all`assistenza psichiatrica sono i Dipartimenti di salute mentale istituiti principalmente presso le strutture delle ASL. Queste strutture assicurano le attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento del malato mentale. Ognuna di esse per soddisfare le molteplici esigenze dei pazienti, offre diverse tipologie basilari di assistenza: innanzitutto i Centri di salute mentale e gli ambulatori, che si occupano dell`assistenza territoriale e domiciliare. Ci sono poi i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, i Day hospital, che forniscono le cure in regime di ricovero, e i Centri diurni che si occupano degli interventi socio-riabilitativi in regime semiresidenziale. Le Strutture residenziali offrono infine gli interventi terapeutico-riabilitativi in regime di permanenza temporale, suddivisi secondo le tre tipologie previste, in base all`intensità assistenziale sanitaria: nelle 24 ore, nelle 12 ore e a fascia oraria.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 10/10/2008