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Salute mentale: in Africa un cuscino, negli Usa una legge

Nel mondo sono 450 milioni. Il 12% della popolazione totale soffre di malattie mentali. In un condominio di trenta famiglie si nascondono, mediamente, dieci casi di piccolo o grande disagio.
Dall`autismo all`anoressia, dall`epilessia all`Alzheimer, dagli attacchi di panico ai disturbi psicotici. E poi le  dipendenza: alcol, droga, gioco.
Un po` in sordina, nel trentennale della "legge Basaglia", è dedicata loro la sedicesima "Giornata mondiale della salute mentale". Quest`anno la Federazione mondiale che organizza l`evento ha  scelto lo slogan: "Fare della salute mentale una priorità mondiale". Finalità: migliorare i servizi sollecitando l`impegno di tutti i soggetti pubblici. Facendo informazione, analizzando pregiudizi sociali, chiamando in causa operatori e pazienti. Ma soprattutto cercando risposta a questo interrogativo: perché le malattie di origine mentale non hanno le stessa attenzione e lo stesso sostegno economico delle altre?
I dati dell`Organizzazione mondiale non sono confortanti: il 78% dei Paesi ha una legislazione specifica per la salute mentale, nel 16% dei casi, però, le norme sono vecchie, varate prima del 1960. La disparità c`è ed è quella del Pil. Un quarto dei paesi in via di sviluppo non dà nessuna salvaguardia legislativa ai pazienti con disturbi mentali. La metà degli Stati africani non è in grado di fornire nessun servizio psichiatrico degno di questo nome. Colpa anche della sproporzione tra posti letto e malati mentali: nel 40% dei casi c`è meno di un posto letto ogni 10 mila persone. In Africa solo il cuscino: a questo, forse, corrisponde lo 0,34 dei posti letto disponibile. Meglio, comunque, del numero di specialisti: lo 0,05 di psichiatri ogni 100 mila abitanti coincide tutt`al più con un dito. I flussi migratori non fanno che accentuare il problema. Risultato: più del 75% delle persone nei paesi in via di sviluppo non riceve trattamenti e cure: in Africa nove epilettici su dieci non ricevono assistenza. Il trattamento con farmaci anticonvulsioni costerebbe meno di 5 dollari al giorno. (continua...) [nuova pagina]
Negli Stati Uniti, all`inizio del mese, è stata approvata la legge che, per la prima volta, concede alle malattie mentali la stessa copertura finanziaria e assicurativa di tutte le altre patologie fisiche. Una norma che interessa un terzo dei cittadini, circa 113 milioni di persone e che non a caso è stata inserita nella legge straordinaria per il salvataggio delle banche: lavoro e sfratti sono un dramma in più per chi ha problemi psichiatrici personali e familiari. Degli stanziamenti circa 82 milioni sono destinati a programmi speciali per l`occupazione.
Il problema individuato dall`Oms, neanche a dirlo, è la mancanza di risorse. Subito dopo ci sono l`organizzazione dei servizi, la loro scarsa integrazione, le risorse umane. Ma anche una mancanza di strategia: in due parole "scarsa leadership". Secondo l`Organizzazione mondiale della sanità, ansia, depressione, attacchi di panico, insieme alle patologie più gravi, toccano dal 20 al 25% delle persone durante l`arco della vita. Nella maggior parte dei paesi, meno del 2% dei fondi sono spesi per la salute mentale. Ogni un anno, un terzo delle persone che soffrono di schizofrenia, più della metà di coloro che soffrono di depressione e tre quarti di quelli con disturbi legati alla dipendenza da alcol non sono in grado di accedere ai trattamenti. Almeno non con la facilità che sarebbe dovuta.
In Italia, i disturbi mentali colpiscono l`8% circa della popolazione. L`ultimo studio europeo sui dati epidemiologici dei disturbi mentali (Esemed) ha riscontrato un aumento rispetto a dieci anni della frequenza con cui vari disturbi mentali giungono all`osservazione clinica, ma anche il ritardo con cui questo avviene rispetto al manifestarsi del fenomeno. Passano in media 2 anni senza cure prima che una depressione maggiore venga adeguatamente trattata e solo il 29% dei pazienti riceve un trattamento in tempi rapidi. Niente a confronto di qualsiasi altro disturbo d`ansia. In questo caso, prima di ricevere cure adeguate, di anni ce ne vogliono addirittura 28.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 10/10/2008