Logo salute24

Astronauti e anziani: in orbita dal Kazakistan

C`è anche l`Italia a bordo della navetta spaziale Soyuz 17S, partita ieri dal cosmodromo di Bajkonur in Kazakistan alla volta del laboratorio scientifico permanente "Stazione spaziale internazionale". La missione BIO-4, così chiamata perché per la quarta volta nella storia porterà in orbita degli esperimenti biomedici, comprende infatti anche il progetto italiano “Roald” (Role of apoptosis in lymphocyte depression).
La sperimentazione, a cui partecipano le università di Teramo, Roma Tor Vergata e Sassari, è l`unica, peraltro, a occuparsi di cellule umane. Sono state spedite in orbita delle cellule linfocitarie per verificare se l`abbassamento delle difese immunitarie, spesso riscontrato negli astronauti, sia dovuto all`apoptosi, una forma di morte programmata delle cellule che si "suicidano" in quanto potenzialmente pericolose per l`organismo stesso che le ha prodotte.
“I risultati attesi – sottolinea Mauro Macarrone, direttore del laboratorio di neurochimica dei lipidi della Fondazione Santa Lucia di Roma e del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell`Università degli studi di Teramo – potrebbero chiarire alcuni dei meccanismi responsabili della ridotta capacità di risposta del nostro sistema immunitario, osservata ripetutamente in condizioni spaziali. Inoltre potrebbero offrire spunti importanti per capire come l`invecchiamento possa portare a un deficit immunitario”.
Sarà lo Shuttle Ulf-2, dopo 12 giorni di permanenza nello spazio, a riportare a terra il carico scientifico attualmente in orbita. I progetti di ricerca passeranno quindi nelle mani dei responsabili, che si occuperanno di tirare le somme degli esperimenti.

di
Pubblicato il 13/10/2008