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La nanotecnologia in aiuto degli antibiotici

Microsonde grandi non più di un capello: è l`ultima trovata con cui i ricercatori del Centro di nanotecnologia di Londra, supervisionati da Rachel McKendry, stanno analizzando le risposte dei batteri agli antibiotici.
Un sempre maggior numero di batteri, infatti, sta imparando a difendersi dagli antibiotici: in particolare gli stafilococchi aurei resistenti (Mrsa) e gli enterococchi resistenti alla vancomicina (Vre) hanno cominciato a modificare la struttura delle loro cellule per rendere più difficile le operazioni di attacco da parte dei farmaci.
Lo scopo della ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Nanotechnology, è studiare le modalità con cui gli antibiotici si legano al batterio, lo indeboliscono e lo distruggono. L`esperimento con la microscopica sonda è stato condotto prevalentemente su alcuni tipi di farmaci, il più importante dei quali è la vancomicina. Alcuni tipi di enterococchi, infatti, hanno già imparato a combattere l`azione di quest`ultimo antibiotico, pur essendo uno dei più forti e più nuovi. La microsonda è riuscita a mostrare come sia circa mille volte più difficile per l`antibiotico attaccare i batteri resistenti rispetto a quelli non resistenti.
Data l`efficacia dell`analisi, l`istituto di nanotecnologia sta ora testando una serie di altri antibiotici. La speranza è quella di sintetizzare nuove medicine in grado di legarsi con sempre maggior forza ai batteri per distruggerli.

di ida casilli
Pubblicato il 14/10/2008

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