Logo salute24

Donne più intelligenti con la gravidanza

Mamme stanche e stressate, alle prese con poppate, passeggini e biberon? Niente di tutto questo. Secondo una ricerca condotta dall`Università di Richmond, negli Usa, il cervello dopo il parto correrebbe in aiuto della neomamma divenendo più abile e sveglio. Avere un bambino, dicono gli scienziati americani, potenzia le capacità cerebrali affinché la donna possa affrontare meglio l`esperienza della maternità.
Secondo la ricerca, la maternità migliorerebbe infatti le capacità mnemoniche e di apprendimento, rendendo la mamma più vigile e sveglia. In più i cambiamenti avvenuti in molte aree del cervello nel corso della gravidanza permangono per decenni, proteggendo la donna anche dai pericoli di malattie degenerative future.
Gli scienziati in realtà avevano registrato in passato un declino delle capacità cerebrali delle donne nel corso della gravidanza. Secondo uno studio del 2002 condotto da Angela Oatridge, dell`Hammersmith Hospital di Londra, il cervello delle donne durante la gravidanza sarebbe diminuito di volume. Lo scorso anno due ricercatori australiani hanno rilevato come le donne incinta raggiungano risultati peggiori nei test di misurazione della memoria e delle capacità verbali.
“Le donne in gravidanza – ha spiegato Craig Kinsley, professore di neuroscienza dell`Università di Richmond – vivono la cosiddetta `fase del cervello infantile`, mostrando un apparente peggioramento delle funzioni cerebrali. Ma questo avviene solo perché il loro cervello si prepara a essere ripotenziato dopo il parto per affrontare l`esperienza della maternità”.
Grazie alle fluttuazioni ormonali che si verificano durante il parto e l`allattamento, spiega Kinsley, le cellule cerebrali di alcune aree del cervello aumentano di dimensioni e sviluppano nuove connessioni con le cellule vicine. Secondo lo scienziato americano, si genererebbe quindi una sorta di “circuito materno” che produce dei miglioramenti nelle performance mentali della donna. Gli esperimenti condotti sugli animali hanno dimostrato infatti come le neomamme di ratti e primati diventino più coraggiose e cinque volte più veloci nella ricerca del cibo, mostrando anche una migliore consapevolezza dello spazio. Kinsley ora sostiene di poter raggiungere gli stessi risultati con le "mamme umane". Un motivo in più per avere un bambino.

di lidia baratta
Pubblicato il 14/10/2008