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Nascosta nel Parkinson la carenza di vitamina D

La carenza di vitamina D è tra le cause che portano al morbo di Parkinson? A chiederselo è una ricerca condotta dalla Emory University School of Medicine di Atlanta, che ha riscontrato come le persone affette dal morbo di Parkinson abbiano più bassi livelli di vitamina D nell`organismo anche rispetto a persone affette da altre malattie degenerative come l`Alzheimer.
I ricercatori hanno condotto lo studio confrontando i livelli di vitamina D in 100 pazienti affetti dal Parkinson, 97 affetti dall`Alzheimer e 99 senza alcun tipo di disturbo. I risultati hanno mostrato come i livelli di vitamina D nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson fossero più bassi (in media 319 nanogrammi/millilitri) non solo di quelli misurati nei pazienti sani, ma anche di quelli affetti dal morbo di Alzheimer (348 nanogrammi/millilitri). Essendo anche quest`ultima una malattia degenerativa, gli scienziati hanno quindi ipotizzato che la carenza della vitamina D possa avere a che fare con la patogenesi, ossia con le cause, della malattia.
Nonostante i risultati siano significativi, dovranno essere condotti ancora numerosi studi prima di poter concludere che un incremento nelle dosi di vitamina D possa prevenire il morbo di  Parkinson. I medici si chiedono soprattutto se l`aumento dei livelli medi di vitamina D nell`organismo sia effettivamente in grado contribuire a migliorare le capacità motorie dei malati di Parkinson. Uno dei risultati emersi dallo studio dimostra infatti come il controllo routinario dei livelli di vitamina D possa essere importante per ottenere la diagnosi precoce di malattie come osteoporosi e sindromi autoimmuni.
Di recente l`American academy of pediatrics aveva raccomandato ai genitori americani di far consumare ai propri bambini grandi quantità di cibi a base di vitamina D, raddoppiando il dosaggio consigliato precedentemente. La vitamina D, dicono i  pediatri, è capace di prevenire infatti diverse malattie infantili e in particolare il rachitismo, patologia che deforma le ossa e causa problemi di crescita nel bambino.
Nonostante non ci siano risultati certi sul potere della vitamina D per prevenire le malattie croniche, i medici americani dicono che aumentare il dosaggio non dovrebbe comunque avere alcun effetto negativo. Allora, tutti a mangiare tanto latte, yogurt, cereali, salmone e merluzzo.     

di lidia baratta
Pubblicato il 15/10/2008