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La morte di Chopin?
Un test genetico svelerà il mistero

Frédéric Chopin è morto del 1849 nel suo esilio parigino, a soli 39 anni d’età. Le ragioni della precoce scomparsa sono a tutt’oggi un mistero: tisi o malattia ereditaria? Degli esperti polacchi ritengono che Chopin morì a causa di mucosividosi, una malattia genetica del metabolismo, che affligge le mucose polmonari. Per provare a verificare questo loro ipotesi hanno avanzato la richiesta di poter effettuare dei testi sui resti del corpo del grande pianista e ricostruire così la sua mappatura genetica. Da 160 anni, il cuore dell’autore dei Preludi è conservato sotto cognac in una chiesa di Varsavia, mentre la salma giace nel cimitero parigino di Père Lachaise. Per Wojciech Cichy, tutti i dolori e le malattie di cui Chopin soffrì in vita rimandano alla mucosividosi. “Sin dalla sua fanciullezza – spiega Cichy – patì di infiammazioni polmonari e di tosse”. Una volta cresciuto, raggiunse l’altezza di 1,70 m e il peso di soli 40 kg. Il cronico sottopeso è, come la morte prematura, una delle espressioni tipiche della mucosividosi. A ciò, va aggiunta la sua verosimile sterilità: nonostante la passionale relazione con la scrittrice francese Gorge Sand, non si conoscono notizie circa bambini avuti dal compositore. La sterilità, appunto, è un ulteriore indizio della malattie ereditaria. “Se riuscissimo a provare che Chopin soffriva di mucosividosi – prosegue Cichy – sarebbe un grande ausilio per i nostri malati, soprattutto per i bambini. Sapere che loro, come lui, possono creare qualcosa di grande”. Ora la parola passa alle autorità che nutrono sentimenti contrastanti circa la possibilità di andare a toccare il cuore di un eroe nazionale. Il ministro della cultura polacca, Ivona Radziszewska, si è espressa in maniera molto attenta: “Prendere una decisione adeguata”. I religiosi della chiesa della Santa Croce preferirebbero non disturbare i morti. “Si tratta di qualcosa di intoccabile, una sorta di miracolo. Ma oggi viviamo in una cultura, nella quale dobbiamo sapere assolutamente tutto” commenta padre Bernard. (08/07/2008)

di (13/07/2008)

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