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Vista super, arriva l’occhio bionico

L’occhio bionico presto diventerà realtà. Un paio di lenti a contatto permetteranno infatti a chi le porta di realizzare zoom e di inquadrare particolari di oggetti, regalando una sorta di “vista super” alla persona che le indossa. Non è la trama di un film, ma il progetto della University of Washington presentato alla conferenza internazionale sui Micro electro mechanical systems.
Le lenti a contatto ideate dagli studiosi statunitensi - che biologicamente sembrerebbero del tutto compatibili con l’organismo umano - sono dotate infatti di microcircuiti elettronici in grado di realizzare l’effetto zoom e di fornire informazioni sugli oggetti presenti nel campo visivo, che vengono visualizzate su un display led.
I primi studi effettuati sull’applicabilità della nuova tecnologia hanno mostrato una buona compatibilità con le normali funzioni dell’occhio. Ancora molte però, le problematiche a cui gli scienziati devono far fronte: tra queste, la riduzione al minimo del rischio di distrazione e di alienazione durante l’uso dell’“occhio bionico” e la definizione della modalità di alimentazione del microcircuito elettronico, che ancora non è stata individuata.
Gli studiosi sono ottimisti su quelle che potranno essere nel futuro le applicazioni di questa nuova tecnologia; per fare un solo esempio, i piloti potranno visualizzare sul display delle loro lenti a contatto informazioni sulla velocità e sugli eventuali ostacoli del percorso.
Grandi passi avanti stanno compiendo anche gli studi sull’occhio artificiale, in grado di restituire la vista ai malati di retinite pigmentosa. Chiamato Argus - da Argo, il fedele cane cieco di Ulisse - l’occhio artificiale ha consentito a due pazienti britannici non vedenti, entrambi di 50 anni, di tornare a vedere luci e ombre. L’intervento è stato effettuato lo scorso aprile da una equipe di medici del Moorfields Eye Hospital di Londra.
Il dispositivo è formato da un paio di occhiali collegati a una telecamera che trasmette un segnale senza fili a un ricevitore ultrasottile e a un pannello di elettrodi impiantati nell`occhio e attaccati alla retina. Gli elettrodi stimolano, poi, i residui nervi retinici, permettendo al segnale di arrivare dal nervo ottico al cervello e consentendo quindi all’individuo di percepire le immagini.

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Pubblicato il 13/07/2008

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