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Scoperti i "batteri delle caverne", sono resistenti a tutti gli antibiotici
Dalla natura arrivano
i nuovi antibiotici
Tre composti antibatterici naturali alla radice della ricetta di una nuova classe di antibiotici: la notizia arriva dal New Jersey. I ricercatori della Rutgers University di New Brunswick promettono quindi nuove armi contro le infezioni: gli antibiotici tradizionali stanno perdendo infatti efficacia e i batteri sono sempre più resistenti ai farmaci sul mercato. Inoltre i nuovi antibiotici sotto esame nella ricerca pubblicata su Cell sembrano particolarmente adatti per ridurre i tempi di cura della tubercolosi e combatterne i ceppi più resistenti.
Ebright, coordinatore dello studio, ha mostrato come tutti e tre gli agenti siano prodotti naturalmente proprio da alcuni batteri che li utilizzano in una sorta di guerra chimica contro altri agenti patogeni. I tre composti si avvalgono nella fattispecie di un difetto di progettazione dell`Rna polimerasi, un enzima di cui i batteri hanno bisogno per accedere alle informazioni genetiche contenute nel Dna, inceppando il meccanismo e neutralizzando i batteri.
“L`Rna polimerasi ha la forma di una specie di granchio, le cui chele racchiudono il Dna – spiega Ebright -. Bloccandole, i nuovi antibiotici non permettono ai batteri di raggiungere il codice genetico del Dna e quindi li rendono inattivi”.
“Il Santo Graal della ricerca sulla tubercolosi - continua Ebrigh - è ridurre la terapia dai sei mesi alle due settimane, in modo da parificare il trattamento per questa patologia a quello per tutte le altre infezioni batteriche”.
Ebright, coordinatore dello studio, ha mostrato come tutti e tre gli agenti siano prodotti naturalmente proprio da alcuni batteri che li utilizzano in una sorta di guerra chimica contro altri agenti patogeni. I tre composti si avvalgono nella fattispecie di un difetto di progettazione dell`Rna polimerasi, un enzima di cui i batteri hanno bisogno per accedere alle informazioni genetiche contenute nel Dna, inceppando il meccanismo e neutralizzando i batteri.
“L`Rna polimerasi ha la forma di una specie di granchio, le cui chele racchiudono il Dna – spiega Ebright -. Bloccandole, i nuovi antibiotici non permettono ai batteri di raggiungere il codice genetico del Dna e quindi li rendono inattivi”.
“Il Santo Graal della ricerca sulla tubercolosi - continua Ebrigh - è ridurre la terapia dai sei mesi alle due settimane, in modo da parificare il trattamento per questa patologia a quello per tutte le altre infezioni batteriche”.
di (17/10/2008)

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