Logo salute24

Caffeina: sì, ma solo in dosi moderate

Continuiamo pure a gustare con tranquillità la solita tazzina di caffè. Dopo anni di studi e ricerche, non è emersa infatti nessuna correlazione tra il consumo di caffeina e i rischi per la salute. Il trucco sta nel farne un uso moderato, dicono gli esperti. Che significa non superare il limite di tre tazzine di caffè al giorno per donne e uomini di corporatura esile, e di quattro tazzine per gli uomini più robusti.
Furono i monaci sufisti dello Yemen i primi a scoprire, nel XV secolo, gli effetti delle bevande contenenti caffeina per tenersi svegli durante le ore di preghiera. Da allora la pausa per il tè o per il caffè è diventata un`abitudine per svegliarsi e ricaricare le pile. Contenuta nei semi del caffè e del cacao, nelle foglie del tè, della cola e del matè, la caffeina è infatti l`elemento psicoattivo più diffuso al mondo.
Di questa sostanza è conosciuta soprattutto l`azione stimolante sul sistema nervoso, che riduce la sonnolenza e aumenta il livello di attenzione. Ma c`è di più. L`abitudine di bere il caffè dopo pranzo deriva infatti dall`effetto stimolatorio della caffeina sulla secrezione gastrica e biliare che facilita la digestione. È indicata inoltre a chi ha problemi di peso, poiché diminuisce la percezione dell`appetito e innalza il metabolismo basale stimolando l`uso dei grassi a uso energetico. Per questo motivo viene anche usata nella cosmesi per il trattamento della cellulite, e dagli sportivi per ridurre la percezione dello sforzo. È inoltre un`utile arma contro l`emicrania poiché riduce il flusso sanguigno extracranico e quindi la percezione del dolore.
Ma se andiamo a sbirciare nel foglio illustrativo della caffeina, si scoprono gli effetti collaterali. Se infatti il consumo di dosi fino a 500 mg (un espresso ne contiene 80-150 mg a seconda del tipo di caffè e della temperatura dell`acqua) comporta sensazioni piacevoli come il miglioramento dell`efficienza fisica e mentale, oltrepassare tale quantità potrebbe causare agitazioni, tremori, irrequietezza, tachicardia, nausea o diuresi. Dovrebbe inoltre limitarne il consumo chi soffre di ulcera, gastrite e ipertensione, e le donne in gravidanza. Queste ultime dovrebbero evitare completamente l`assunzione di caffeina soprattutto durante l`allattamento, in quanto le molecole di tale sostanza hanno la capacità di giungere fino al latte materno con il rischio di influenzare il ciclo del sonno e l`appetito del bambino.
L`assunzione di quantità moderate di caffeina non produce effetti tossici, spiegano quindi gli scienziati. La sindrome ansiosa del “caffeinismo” si manifesta solo in caso di dosaggi più alti. Fatta però eccezione dei casi di consumo protratto di caffè associato ad alcool e fumo di sigaretta, agenti che modificano le caratteristiche farmacologiche della caffeina.

di lidia baratta
Pubblicato il 17/10/2008

potrebbe interessarti anche: