Scambia

Ginecologia
prof. Giovanni Scambia

Direttore del Dipartimento Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente - Università Cattolica di Roma

Professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l'Università Cattolica di Roma e primario della divisione di Ginecologia Oncologica del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente del Policlinico Gemelli di Roma. Nel 1983 consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Specialista in Ginecologia e Ostetricia. Nel 1986 diventa Responsabile dei laboratori di Colture Cellulari, Biologia Molecolare e Citofluorimetria dell'Istituto di Ginecologia e Ostetricia. Medico Interno Universitario Con Compiti Assistenziali (MIUCA) presso l'Istituto di Clinica Ginecologica ed Ostetrica dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore. Dal 1997 al 1999 è Responsabile della Sezione di Ginecologia Oncologica dell'Istituto di Ginecologia e Ostetricia. Dal 2003 è Direttore del Dipartimento di Oncologia del Centro di Ricerca e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Campobasso. Il professor Scambia è affiliato alla Società Italiana di Ginecologia Oncologica, alla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, all'European Society of Gynecologic Oncology, all'E.O.R.T. Gynecologic Cancer Coop. Group e all'International Gynecological Cancer Society.

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Le domande sono editate da parte della redazione.
    • Isterectomia
    • Nel 2007 ho fatto un'isterectomia subtotale con la conservazione degli organi. Dopo quanto tempo andrò in menopausa? Quali sono i sintomi che avvertirò, dato che non ho più mestruazioni? Grazie, Mary
    • Risposta
    • Gentile signora, nella maggior parte delle donne normalmente la menopausa si riscontra intorno ai 50 anni ed aver subito l'isterectomia non sembra anticiparne in maniera significativa l'insorgenza. Non potendo valutare, nel suo caso, la cessazione del flusso mestruale, per la diagnosi si può far riferimento alla comparsa di alcuni sintomi caratteristici come le vampate di calore, l'insonnia ed i disturbi dell'umore, che però non si manifestano in tutte le pazienti; si possono eseguire inoltre dei dosaggi di alcuni ormoni nel sangue ed un'ecografia pelvica trans-vaginale per avere una stima della funzionalità delle sue ovaie. E' importante eseguire questi esami anche per valutare con il suo Ginecologo sia gli esami di controllo (come la MOC, gli esami del sangue, la mammografia ecc.) sia l'opportunità di intraprendere una terapia ormonale sostitutiva. Le ricordo infine che, avendo conservato il collo dell'utero e le ovaie, è necessario comunque continuare ad eseguire regolari controlli con ecografia pelvica trans-vaginale e Pap-test.

    • Hpv nell'uomo
    • Buonasera Prof.Scambia, avrei davvero bisogno di un consiglio e spero quindi in una sua risposta. Ho il papilloma virus. Nella donna se ne occupa il ginecologo oncologico. Nell'uomo invece chi se ne occupa? Esiste l'andrologo oncologico? Potrebbe indicarmi qualcuno che cura questo problema? Scusi per il disturbo. La ringrazio cordialmente, Daniele
    • Risposta
    • Gentile lettore, l'infezione maschile da HPV è ad oggi argomento di competenza di vari specialisti: in particolare dermatologo e ginecologo oncologo, ma anche urologo e andrologo. L'esame diagnostico delle lesioni genitali da HPV nell'uomo si chiama genitoscopia ed è il corrispondente della colposcopia nella donna. E' un esame in cui con un sistema di lenti e una fonte luce si studia l'epitelio genitale ed è possibile diagnosticare eventuali lesioni HPV correlate. Qualora sia necessario, specie in presenza di lesioni accertate alla genitoscopia, la ricerca del virus HPV mediante tampone può essere eseguita anche nell'uomo, sia a livello uretrale che penieno esterno. Tutto ciò è eseguibile in ogni centro specialistico che si occupi di infezioni da HPV ed in cui sia attivo un servizio di genitoscopia.

    • Carcinoma endometrio
    • Caro prof. Scambia, le scrivo per chiederle alcune informazioni circa la malattia di mia madre, una donna di 48 anni. Lo scorso luglio ha subito una isterectomia totale per carcinoma endometriale G3 e ha fatto terapie chemioterapiche e radioterapiche fino a dicembre dello scorso anno. Il 15 febbraio dopo esame Tac di controllo è risultata positiva per noduli localizzati in sede sodiaframmatica, mediastinica e alla flessura splenica del colon. Dal web risulta che l'unica terapia valida è l'intervento chirurgico e la chemioipertermia. Ci sono dei criteri affinchè essa sia attuabile? E' il caso di mia madre? E' davvero l'unica valida in quanto il peritoneo risulta essere scarsamente vascolarizzato? La ringrazio infinitamente, Paola
    • Risposta
    • Cara Paola, leggendo quanto Lei scrive sua madre è interessata da una recidiva di carcinoma dell'endometrio. Il trattamento chirurgico associato a chemioipertermia intraoperatoria non sembrerebbe tuttavia al momento attuale essere quello di scelta nel caso specifico di sua madre. Infatti l'associazione di queste procedure è spesso utilizzata nella carcinosi peritoneale di origine sia gastrointestinale che ginecologica (sebbene ancora sperimentalmente nei tumori ginecologici come quelli dell'ovaio e dell'endometrio) ed è indicata qualora la malattia risulti essere limitata alla cavità addominale e sia possibile asportarla chirurgicamente in modo ottimale (ossia con un residuo tumorale assente o subcentimetrico). Da quanto Lei racconta, invece, interessando la malattia di sua madre anche il mediastino, l'opzione migliore potrebbe essere rappresentata dalla chemioterapia, che, essendo un trattamento sistemico, ha la possibilità di raggiungere tutte le zone interessate dalla recidiva. Successivamente al trattamento chemioterapico, alla luce del risultato raggiunto e dalle sedi dell'eventuale residuo di malattia, l'opzione chirurgica potrà essere eventualmente rivalutata.

    • Menopausa
    • Vorrei sapere se è consigliabile effettuare la terapia ormonale sostituiva per i disturbi da menopausa. Grazie
    • Risposta
    • È consigliabile effettuare la terapia ormonale sostituiva per i disturbi da menopausa se la sintomatologia è importante tuttavia prima è necessario effettuare una visita ginecologica e tutti i controlli clinico-strumentali per valutare rischi e benefici.

    • Bruciori intimi
    • Buonasera, in seguito a dei bruciori intimi ho fatto un tampone vaginale risultato positivo alla specie batterica steptococcus agalactiae (group B). Poiché la mia ginecologa può ricevermi solo lunedi prossimo e io avverto dei dolori (non forti) al basso ventre, potrei sapere di che si tratta e qual è la cura indicata in questi casi? La ringrazio per l’attenzione, Aura.
    • Risposta
    • Gentile Aura, l'infezione da streptococco agalactiae è un'infezione batterica e non virale frequente e potenzialmente pericolosa in gravidanza, anche per il feto, se non trattata. Nelle infezioni ginecologiche non è grave, può dare bruciori e può persistere, a volte, a lungo. Si tratta con antibiotici per bocca, quali Amplital cp da 1 gr, 1 cp 2 volte al giorno per 6 gg. È consigliabile a fine terapia ripetere il tampone microbiologico.

    • Dolori basso ventre
    • Ho 50 anni, e dopo 3 anni di assenza del ciclo oggi sono tornate con dolori al basso ventre. Cosa può essere successo? È normale? Grazie, Giusi
    • Risposta
    • Cara Giusi, potrebbe essere una mestruazione ma considerando la Sua età potrebbe essere un sanguinamento anomalo per cui Le consiglio di eseguire una visita ginecologica, un'ecografia pelvica transvaginale e un pap test.