Neonatologia
dott. Pietro Bagolan
Direttore Dipartimento di Neonatologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Laurea presso l'Università-La Sapienza di Roma, nel Giugno 1978. Specializzazione in Chirurgia Generale nel 1983. Specializzazione in Chirurgia Pediatrica nel 1989. Responsabile dell'U.O. Complessa di Chirurgia Neonatale (Dipartimento di Neonatologia Medica Chirurgica) dell'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" di Roma dal 1997. Coordinatore del Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica dall'Aprile 2004. Docente della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Pediatrica dell'Università degli Studi di Tor Vergata. Docente della Scuola di Specializzazione in Ginecologia ed Ostetricia dell'Università degli Studi di Tor Vergata. Nell'ambito di queste docenze ha curato e supervisionato direttamente la formazione e la crescita professionale di numerosi specializzandi. Docente del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche, Università degli Studi di Tor Vergata. Autore di numerosi lavori scientifici su riviste internazionali.
Socio di numerose società scientifiche: Società Italiana di Chirurgia Pediatrica (SICP), Società Francese di Chirurgia Pediatrica, British Association Paediatric Surgeons, Societa' Italiana di Microchirurgia, Societa' Italiana di Neonatologia, Societa' Italiana di Nutrizione Parenterale ed Enterale, IPEG (International Pediatric Endosurgery Group).
Domande dei lettori
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- Mio nipote, appena nato, soffre di tachicardia. Ne soffriva già all'interno dell'utero. Stanno provando diverse terapie, ma al momento non funzionano e si alternano giorni di ritmo a giorni di aritmia. Vorrei la sua opinione e un suo consiglio. Grazie
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- E’ pressoché costante, e quindi da considerarsi “normale”, che debbano essere utilizzati più farmaci, di diversa tipologia e meccanismo di azione, prima di trovare quello efficace sulla aritmia del singolo paziente in cura. A volte il trattamento è in grado solo di “tenere sotto controllo” l’aritmia, senza eliminarla del tutto. Le cause più frequenti sono di natura congenita, da riferire ad anomalie strutturali (vale a dire di formazione) del tessuto di conduzione elettrica del cuore. Il fatto che l’aritmia (tachicardia) fosse già presente in utero, confermerebbe un difetto strutturale del tipo “fasci anomali di conduzione atrioventricolare”.
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- Buongiorno. Ho un bambino nato a sette mesi, oggi ha sei mesi di vita ma riscontro che i suoi 60 cm di lunghezza siano pochi. In attesa di una vostra risposta porgo distinti saluti.
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- Il solo parametro “fotografico” a 6 mesi della lunghezza è poco indicativo. E’ opportuno avere maggiori specifiche: età gestazionale esatta, peso, lunghezza e circonferenza cranica alla nascita e soprattutto loro evoluzione nel tempo. Può essere inoltre utile conoscere, per una valutazione più obbiettiva, il tipo di alimentazione seguita e attualmente in corso (latte materno o latte artificiale). Il valore riscontrato comunque (60 cm a sei mesi di età cronologica) non appare francamente patologico, anche considerando che l’età corretta (cioè che tiene conto del suo essere nato pretermine) è di circa 4 settimane inferiore.
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- A mio figlio di quasi nove mesi è stata riscontrata una dilatazione della pelvi di II grado (mm 9.6) al rene sx. Per avere un consulto medico per sapere se è necessario sottoporre mio figlio a una scintigrafia o eventualmente anche a un intervento chirurgico, mi devo rivolgere a un urologo pediatra o a un chirurgo pediatra?
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- La dilatazione della pelvi renale monolaterale (sinistra) di 9,6 mm rappresenta una dilatazione esigua. L’indicazione alla scintigrafia va dunque confermata solo alla luce di valutazioni ecografiche ripetute nel tempo che documentino l’evoluzione della dilatazione stessa. Molto frequentemente si riscontra una regressione spontanea di queste modeste/moderate dilatazioni della pelvi renale. Comunque raramente si pone indicazione all'eventuale scintigrafia prima che siano passati i primi tre mesi di vita. Per quanto attiene lo specialista di riferimento, questi è idealmente l’urologo pediatra ma in molti centri è il chirurgo pediatra che svolge, come è stato storicamente, l’attività anche urologica.




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