Terme e fanghi
contro l’artrosi
Le terme un`invenzione moderna? Tutt`altro. Che i fanghi del fiume Nilo, adorato come una divinità, potessero far bene lo sapevano già gli egizi. Per non essere da meno anche i romani usavano la fangoterapia per curare corpo e spirito.
Zolfo, sali minerali, calore. L`azione combinata di questi fattori fa ancora oggi della fangoterapia un valido sostegno alla terapia farmacologica e riabilitativa indicata per il trattamento dell`artrosi, la più diffusa delle malattie reumatiche. Secondo i dati forniti durante il 45° Congresso della Società italiana di reumatologia (Sir) appena conclusosi a Venezia, sui 5 milioni e mezzo di pazienti reumatici in Italia il 69% è affetto da artrosi, per un totale di 4 milioni di malati.
Sui sintomi dell`artrosi l`applicazione dei fanghi ha un effetto antalgico immediato e sul lungo periodo questa cura permette di tollerare meglio il dolore."Il meccanismo d`azione e i conseguenti benefici della fangoterapia nel trattamento dell`artrosi si esplicano su un duplice livello - spiega Valerio Boschi, specialista in Medicina termale -. Sul piano fisico abbiamo l`azione del calore che favorisce la vasodilatazione e di conseguenza una migliore circolazione sanguigna in tutto l`organismo e facilita inoltre l`assorbimento degli elementi biochimici presenti nel fango". Il fango viene, infatti, applicato ad una temperatura tra i 48 e i 50°C e rappresenta l`unico elemento in natura che possa entrare a contatto della pelle ed essere tollerato a temperature così elevate.
"L`altro livello su cui si esplica l`azione del fango - continua Boschi - è di tipo chimico". L`azione chimica non è propria del fango in sé, ma dei sali minerali di cui si arricchisce mediante l`acqua termale in cui viene fatto maturare. Le acque a composizione sulfurea salso-bromoiodica, dopo un periodo di "maturazione" dei fanghi lungo non meno di un anno, li arricchiscono di elementi come solfuri, bromuri e ioduri che li rendono particolarmente indicati per il trattamento delle reumoartropatie.
Non tutti i fanghi termali, dunque, sono uguali. La cosa certa è, invece, che l`efficacia dei trattamenti termali in campo reumatologico è nota sin dall`antichità. "La cura con i fanghi risale a molti secoli fa - spiega Michele Francaviglia, Direttore sanitario delle Terme di Sirmione -, già nell`antico Egitto si curavano alcuni malanni massaggiando il corpo con il limo del delta del Nilo ed esponendosi successivamente al sole ed anche i Romani facevano largo uso della fangoterapia".
Gli specialisti consigliano un ciclo di terapia di 12-15 giorni almeno una volta all`anno per alleviare i dolori che si manifestano generalmente in maniera più acuta durante l`inverno. Associata alla massoterapia e alla rieducazione attiva in piscina termale consente di ottenere ottimi risultati sul dolore e sulla ripresa funzionale delle articolazioni colpite.
Zolfo, sali minerali, calore. L`azione combinata di questi fattori fa ancora oggi della fangoterapia un valido sostegno alla terapia farmacologica e riabilitativa indicata per il trattamento dell`artrosi, la più diffusa delle malattie reumatiche. Secondo i dati forniti durante il 45° Congresso della Società italiana di reumatologia (Sir) appena conclusosi a Venezia, sui 5 milioni e mezzo di pazienti reumatici in Italia il 69% è affetto da artrosi, per un totale di 4 milioni di malati.
Sui sintomi dell`artrosi l`applicazione dei fanghi ha un effetto antalgico immediato e sul lungo periodo questa cura permette di tollerare meglio il dolore."Il meccanismo d`azione e i conseguenti benefici della fangoterapia nel trattamento dell`artrosi si esplicano su un duplice livello - spiega Valerio Boschi, specialista in Medicina termale -. Sul piano fisico abbiamo l`azione del calore che favorisce la vasodilatazione e di conseguenza una migliore circolazione sanguigna in tutto l`organismo e facilita inoltre l`assorbimento degli elementi biochimici presenti nel fango". Il fango viene, infatti, applicato ad una temperatura tra i 48 e i 50°C e rappresenta l`unico elemento in natura che possa entrare a contatto della pelle ed essere tollerato a temperature così elevate.
"L`altro livello su cui si esplica l`azione del fango - continua Boschi - è di tipo chimico". L`azione chimica non è propria del fango in sé, ma dei sali minerali di cui si arricchisce mediante l`acqua termale in cui viene fatto maturare. Le acque a composizione sulfurea salso-bromoiodica, dopo un periodo di "maturazione" dei fanghi lungo non meno di un anno, li arricchiscono di elementi come solfuri, bromuri e ioduri che li rendono particolarmente indicati per il trattamento delle reumoartropatie.
Non tutti i fanghi termali, dunque, sono uguali. La cosa certa è, invece, che l`efficacia dei trattamenti termali in campo reumatologico è nota sin dall`antichità. "La cura con i fanghi risale a molti secoli fa - spiega Michele Francaviglia, Direttore sanitario delle Terme di Sirmione -, già nell`antico Egitto si curavano alcuni malanni massaggiando il corpo con il limo del delta del Nilo ed esponendosi successivamente al sole ed anche i Romani facevano largo uso della fangoterapia".
Gli specialisti consigliano un ciclo di terapia di 12-15 giorni almeno una volta all`anno per alleviare i dolori che si manifestano generalmente in maniera più acuta durante l`inverno. Associata alla massoterapia e alla rieducazione attiva in piscina termale consente di ottenere ottimi risultati sul dolore e sulla ripresa funzionale delle articolazioni colpite.
di cosimo colasanto (17/10/2008)
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Commenti dei lettori
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- io ho preso i fanghi da sidari dal canale dell`amore li riduco in polvere li sciolgo con acqua tiepida e prima di passarmeli sulla schiena li riscaldo a bagnomaria a 40gradi
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- fantastico
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- l` articolo deve essere conciso perche` non siamo tutti medici il suo e` abbastanza conciso ma si puo` fare di meglio
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- concordo sul benessere dei fanghi
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