Natura miglior calmante:
alberi e montagne
«accendono» la tranquillità
Montagna e alberi sì, traffico con macchine e autobus meglio di no: per infondere un po` di tranquillità a livello cerebrale è meglio osservare scene "naturali" e stare alla larga da quelle "artificiali". È quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori internazionale guidato dagli studiosi dell`Università di Sheffield (Regno Unito) e pubblicato su NeuroImage, secondo cui i diversi ambienti che ci circondano possono avere diversi impatti sulle funzioni cerebrali: gli ambienti naturali favorirebbero la connessione delle diverse aree del cervello, favorendo una percezione positiva, mentre quelli artificiali tenderebbero a separarle, dando vita all`effetto contrario.
I ricercatori hanno esaminato le attività cerebrali dei volontari sollecitate da immagini di onde che si infrangono su una spiaggia e di un`autostrada trafficata accompagnate dalle rispettive "colonne sonore" appositamente calibrate sulla stessa intensità: ed è emerso che, nonostante i suoni di accompagnamento fossero simili tra loro - in entrambi i casi somigliavano a un ruggito costante - erano solo le immagini del mare a trasmettere tranquillità.
"La gente percepisce la tranquillità come uno stato di calma e riflessione e di `riparazione` rispetto allo stress della vita quotidiana - spiega Michael Hunter dell`Università di Sheffield -. È noto che gli ambienti naturali inducono tranquillità mentre quelli artificiali sono percepiti come non-tranquilli. Volevamo capire come funziona il cervello quando percepisce la tranquillità, per cercare di `misurarla`". Questo lavoro, spiegano i ricercatori, potrà avere implicazioni nella progettazione di nuovi spazi pubblici - come edifici e ospedali - che abbiano il giusto impatto sullo stato psicologico delle persone.
di Miriam Cesta (02/11/2010)

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