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Tutto in una tazza: i segreti della caffeina

Consumata ogni giorno per risvegliare i nostri sensi dal torpore mattutino, la caffeina nasconde proprietà e caratteristiche poco conosciute. Numerosi studi nel corso degli ultimi anni hanno evidenziato come questa sostanza giochi un ruolo fondamentale per la nostra salute.
Caffeina, malattie cardiovascolari e tumori. L`effetto della caffeina sul rischio cardiovascolare è tuttora dibattuto. Se studi meno recenti sostengono che la caffeina accresca il rischio di malattie cardiovascolari, le ricerche più recenti hanno evidenziato un effetto protettivo dalle coronaropatie. La variabilità dei risultati, dicono gli scienziati, potrebbe derivare dalle caratteristiche specifiche e dal differente assetto enzimatico degli individui. Da uno studio longitudinale pubblicato sugli Annals of Internal Medicine del giugno 2008 è emerso inoltre come, contrariamente a ciò che si pensava, il consumo di caffè non sia legato all`insorgenza di tumori.
Caffeina e diabete di tipo 2. Uno studio giapponese ha associato il consumo di tè verde e di caffè alla diminuzione del rischio di diabete di tipo 2. Non è ancora chiaro quale sia il ruolo della caffeina nel combattere tale patologia. Della sostanza è nota tuttavia la capacità di accelerare il metabolismo basale e di stimolare l`ossidazione dei grassi, la metabolizzazione del glicogeno nei tessuti muscolari e l`incremento della lipolisi nei tessuti periferici. Altri studi hanno però negato l`influenza della caffeina sulla malattia, in quanto sembrerebbe che il caffè decaffeinato abbia un ruolo maggiore nella prevenzione.
Caffeina e funzioni cognitive. Sempre più studi forniscono evidenze relative alla capacità del caffè di contribuire al mantenimento delle funzionalità cognitive in età avanzata. Un consumo moderato di caffè sarebbe infatti in grado di rallentare il naturale declino cerebrale nelle persone anziane. Di grande interesse sono due studi pubblicati nel 2007 sulla relazione tra caffè e insorgenza del morbo di Parkinson. L`effetto neuroprotettivo sarebbe imputabile non solo alla caffeina, ma anche alla paraxantina (suo naturale metabolita). Gli effetti positivi della caffeina sul cervello non si limitano solo alle persone anziane: è stato infatti documentato come moderate dosi di bevande contenenti caffeina influiscano positivamente anche sull`attenzione dei giovani studenti universitari.
Caffeina e sclerosi multipla. Da uno studio condotto nel luglio 2008 è emerso come la caffeina sia in grado di bloccare l`adenosina, interruttore che innesca la sclerosi multipla. Sembra infatti che la caffeina impedisca all`adenosina di far scattare la reazione autoimmune che causa la malattia cronica. Questo è il risultato degli esperimenti condotti sui topi, cui è stata somministrata una dose di caffeina pari a 6-8 tazze di caffè. Ma, avvertono gli scienziati, potrebbe non essere uguale negli umani.

di paolo fiore
Pubblicato il 17/10/2008