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Idirittidelmalatoanche

Diritti del malato e
capacità cognitive:
la giurisprudenza nella salute

Salute e Diritto. Due discipline tra loro solo apparentemente distanti che in questi ultimi due secoli si sono compenetrate, influenzandosi a vicenda. Da un lato è indubbia la crescente influenza del Diritto sulla gestione della salute, sul rapporto tra medico-paziente e più in generale sui diritti del malato. Ne è un esempio la periodica riproposizione di pubblici dibattiti sull’inizio vita, sull’accanimento terapeutico, sul testamento biologico e sull’eutanasia. Dall’altro lato la salute stessa, assorta a diritto fondamentale dell’individuo, attraverso lo sviluppo tecnologico ha contribuito a mutare la concezione della vita umana e degli ambiti di arbitrio nel Diritto.

In “I Diritti del Malato (anche) in relazione alle sue capacità cognitive” di P.Capitelli (2007 - Schena editore) si ripercorre con una necessaria tecnicalità giuridica l’effettivo livello di attuazione di quel diritto alla salute contemplato, in primis, dalla nostra Costituzione agli articoli 2 e 32. Con l’ausilio di una notevole pluralità di fonti l’autore illustra i fondamenti del diritto alla salute, e sistematizza, con l’approccio del giurista, l’istituto del consenso informato, gli ambiti connessi alla sperimentazione clinica, la responsabilità medica. Di particolare interesse risultano inoltre le peculiarità rispetto a questi temi proprie dei soggetti con capacità cognitive ridotte o con disturbi mentali.

Un saggio tecnico, utile agli addetti ai lavori, che fotografa lo stato di fatto e fornisce delle basi di riflessione e dei riferimenti in questo difficile ambito di intersezione tra salute e diritto. 

di G.L. (04/11/2010)

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