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del sistema immunitario
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Il vaccino Tat può riportare verso la normalità, in maniera mirata e selettiva, le funzioni immunitarie di pazienti con infezione da HIV che sono trattati con terapia antiretrovirale. Sono queste le conclusioni dello studio pubblicato oggi su PloS One, che riporta i risultati dell’analisi della sperimentazione clinica di fase II del candidato vaccinale basato sulla proteina Tat di HIV-1 e condotti dal gruppo coordinato da Barbara Ensoli del Centro Nazionale AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), presieduto da Enrico Garaci. Il vaccino Tat, dopo essersi dimostrato capace di indurre risposte immuni specifiche (anticorpali e cellulari) sia negli studi preclinici sia nei precedenti studi di fase I sull’uomo, si rivela ora un promettente strumento per migliorare le funzioni immunitarie in soggetti HIV positivi in terapia antiretrovirale (HAART).
I commenti - “I risultati pubblicati oggi su PLoS One dimostrano chiaramente che valeva la pena di esplorare le potenzialità del vaccino Tat e ci danno ragione degli sforzi compiuti – afferma Enrico Garaci -. La dimostrazione del miglioramento dei parametri immunologici nei pazienti vaccinati trattati con terapia antiretrovirale rappresenta una tappa importante di questo cammino”. Un cammino da contiuare a percorrere, come sottolinea Barbara Ensoli:“Questi risultati, ottenuti con la collaborazione dei centri clinici coinvolti indicano che la vaccinazione terapeutica con la proteina Tat, in combinazione con la terapia HAART, migliora significativamente il recupero del sistema immunitario dei pazienti”.
La sperimentazione -I primi risultati dello studio randomizzato di fase II a 48 settimane dalla prima vaccinazione, condotto in 87 pazienti in terapia antiretrovirale (HAART), indicano che la vaccinazione con la proteina Tat non solo è sicura ed in grado di generare risposte immunitarie specifiche anticorpali e cellulari, ma svolge anche un ruolo chiave, e fino ad ora inedito, nel ridurre significativamente le alterazioni del sistema immune indotte dall’infezione da HIV. Inoltre, dai risultati dell’analisi ad interim, sembra che siano i pazienti più immunocompromessi a trarre maggiore giovamento dalla vaccinazione. In particolare, i pazienti vaccinati presentano un aumento significativo non solo delle cellule T CD4+ ma anche delle cellule B (entrambe cellule chiave del sistema immunitario più compromesse dall’infezione da HIV), rispetto al gruppo di riferimento di soggetti non vaccinati.
di redazione (12/11/2010)

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