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Dieta mediterranea patrimonio dell'umanità, De Castro: «Sfida per l'Italia»

La Mediterranea alla conquista del Pianeta. Domani a Nairobi, in Kenya, l'ultimo atto di una corsa che ha rappresentato il successo di una cordata del "buon mangiare" che ha visto in prima fila l'Italia, insieme agli altri Paesi del bacino mediterraneo. E tuttavia, dopo il trionfo di olio, pasta, pomodori e pesce - che è accompagnato dall'invidia di Sarkozy e degli chef francesi, anche loro in corsa - ci sarà già da riflettere. I dati sull'alimentazione dei più giovani non sono confortanti.
“E’ assurdo constatare come in Italia, culla della dieta mediterranea, l’obesità infantile sia in continuo aumento perché ci si allontana dai consumi del nostro tesoro alimentare: solo 1 giovane su 4 ha un approccio più o meno corretto a un’alimentazione ricca di pasta, legumi, verdure e frutta. Insomma, i ragazzi italiani mangiano peggio dei loro coetanei di New York”, dice Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale dell’Unione europea, che si è battuto per il riconoscimento dell’Unesco. Adesso comincia la sfida.
I dati più recenti sull'obesità infantile non sono per nulla positivi. Tra i bambini di otto anni, il 23% è in sovrappeso e l’11% è affetto da obesità (fonte: Ministero della Salute, indagine ‘Okkio alla salute’, 2009). Al problema, sempre più rilevante, ha di recente dedicato un appuntamento a Roma l'Istituto Scotti Bassani per la Ricerca e l'Informazione Scientifica e Nutrizionale. Occasione la presentazione di un volume (“Sovrappeso e Obesità nel bambino da 0 a 6 anni” di Amalia Maria Ambruzzi e Giuliana Valerio) dedicato al fenomeno di un'obesità sempre più precoce. "Gli adolescenti obesi hanno l'80% di probabilità di diventare adulti obesi", ricorda nella prefazione Renata Lorini, direttore della Clinica Pediatrica dell'Università di Genova presso l'Irccs "G. Gaslini".
Si inizia nel pancione di mamma, per poi proseguire con lo svezzamento. “Il bambino deve seguire un’alimentazione corretta (10-12% di proteine, 28-30% di grassi, 60% di carboidrati) - dice Ambruzzi, docente di Scienza dell’Alimentazione presso l’Università di ‘Tor Vergata’ di Roma- assicurando la presenza di un giusto equilibrio tra proteine animali e vegetali (più legumi e pesce), di zuccheri semplici e complessi (meno dolci, più pane, pasta, patate, riso e altri cereali), di grassi animali e vegetali (meno strutto, burro, più olio di oliva); fornire il giusto introito di vitamine, minerali e alimenti integrali ricchi in fibre”.“L’ipertensione arteriosa in età infantile è passata da una frequenza dell’1% degli anni Settanta al 5% di oggi: un dato correlato con l’aumento dell’obesità infantile”. Ricorda Ettore Menghetti, professore associato di Pediatria dell’Università Sapienza di Roma, per il quale è importante riaffermare "l’importanza della dieta mediterranea basata come noto soprattutto su pasta, pesce, frutta e verdura, per la prevenzione non solo dell’obesità infantile ma anche della eventuale successiva sindrome metabolica, già in età pediatrica".(aggiornato 16.11.2010)

 

di Cosimo Colasanto
Pubblicato il 15/11/2010