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Rigore, qualità e solidarietà Il federalismo secondo la commissione Sanità del Senato

Rigore e solidarietà. Garanzia di un uguale diritto alla salute in tutte le Regioni italiane. E poi più trasparenza, e un no netto a eventuali tagli del fondo sanitario. Sono questi i cardini della risoluzione sul federalismo approvata la scorsa settimana dalla commissione Sanità del Senato (nell'ambito dell'affare assegnato per lo sviluppo e l'ammodernamento del Servizio sanitario nazionale) e presentata stamattina durante una conferenza stampa. “Un documento discusso e approvato all'unanimità”, sottolinea il presidente della XII commissione, Antonio Tomassini (PdL):  “che si pone l'obiettivo di far sì che il cittadino sia al centro del sistema, e che riceva una uguale assistenza in tutto il Paese”. Apprezzato dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, presente alla conferenza, il documento ribadisce, infatti, che “i cittadini devono essere tutti uguali nel diritto alle cure sancito dalla costituzione – spiga il senatore Lionello Cosentino, uno dei relatori del testo - diritto che potrebbe venire oscurato da un federalismo che non si ponga questo obiettivo”.
No ai tagli - “Si può spendere meglio, non spendere meno”, afferma la Commissione: “il fabbisogno nazionale complessivo non può essere determinato al di sotto di quella soglia che in questi anni è stata concordata con il Patto per la salute”. Lo schema di decreto legislativo sui costi standard all'esame della Conferenza Stato – Regioni, invece, pur confermando la cifra per gli anni 2011 e 2012, non dà indicazioni per gli anni successivi.
Bilanci, ma anche qualità e trasparenza – Nella divisione dei fondi sanitari tra le Regioni, secondo il metodo dei costi standard, “è necessario valutare non solo i risultati di bilancio ma, nella stessa misura, la qualità dell'assistenza prodotta e la capacità di rispondere ai bisogni di salute dei propri cittadini”. La Commissione, inoltre, “auspica che i criteri di scelta siano trasparenti, chiari, condivisi”. E' “essenziale – si legge ancora nel documento – che la procedura che verrà adottata per determinare la percentuale di risorse per ogni singola Regione corrisponda a criteri oggettivi e certi e non appaia la risultante di calcoli confusi e di pasticciati compromessi”. I criteri devono tener conto del numero degli abitanti, dell'incidenza dell'età, del peso dei fattori di povertà e di deprivazione culturale e sociale.

Curricula on line - La commissione segnala rischi nelle nomine dei dirigenti delle Asl da parte dei commissari: “Nelle Regioni sottoposte alle procedure di commissariamento è auspicabile una particolare attenzione da parte dell'Esecutivo affinché le procedure di nomina dei direttori generali delle ASL avvengano con grande rigore nella selezione delle professionalità migliori”. E indica come “misura opportuna di trasparenza la pubblicazione sul web dei curricula professionali dei direttori generali delle ASL con l'indicazione degli obiettivi assegnati”.

Piano investimenti - “Appare indispensabile che, al di là di un equo riparto, nella spesa corrente, dei fondi necessari a garantire i livelli di assistenza, il Parlamento definisca con certezza, nella sessione di bilancio, le procedure e le dimensioni degli interventi in conto capitale, di un piano cioè di investimenti poliennale che realizzi interventi perequativi, di riequilibrio e di omogeneizzazione dell'offerta su tutto il territorio nazionale, promuovendo l'innovazione tecnologica, l'ammodernamento e la riconversione dell'edilizia sanitaria”.

di d.d.s.
Pubblicato il 17/11/2010