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Cervello2

Cervello e morale:
il conflitto interiore
lo gestisce il subtalamo

Il conflitto morale viene gestito, a livello cerebrale, da un'antica porzione di cervello che l'uomo ha in comune con  moscerini, rane e uccelli, grande come una lenticchia: a scoprire il ruolo del subtalamo nei meccanismi neurologici sottostanti ai processi decisionali che generano conflitto è uno studio italiano pubblicato su Social Neuroscience da un gruppo di ricercatori dell'Università di Milano e della Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico guidati da Alberto Priori, in collaborazione con la Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, l'Irccs Galeazzi di Milano e l'Irccs Istituto Neurologico Mondino di Pavia.

Lo studio è stato condotto su 16 pazienti nei quali, per altre patologie, erano stati impiantati elettrodi millimetrici all'interno del cervello, che hanno consentito di registrare l'attività dei neuroni nel soggetto sveglio. Ai pazienti sono state presentate sullo schermo di un computer delle frasi neutre (il sonno è un elemento necessario alla vita; il violino è il più piccolo strumento ad arco), delle frasi morali non conflittuali (ad esempio, tutti gli uomini hanno il diritto di vivere), e altre morali conflittuali (alcuni reati devono essere puniti con la pena di morte; l'aborto è ammissibile quando il feto è malato), ed è stato loro chiesto, di volta in volta, di esprimere accordo o disaccordo. Gli elettrodi in profondità hanno permesso di registrare l'attività elettrica del subtalamo, e hanno consentito di rilevare che si attiva specificamente durante la lettura e la valutazione delle frasi morali conflittuali. “I risultati di questi esperimenti dimostrano per la prima volta il ruolo del subtalamo nei processi decisionali che generano un conflitto - spiega Manuela Fumagalli, ricercatrice presso l'UO di Neurofisiologia della Fondazione IRCCS Ca' Granda Policlinico, che ha preso parte allo studio -. Tutto ciò, oltre ad essere importante per la comprensione neurofisiologica dei processi decisionali, è rilevante per sviluppare nuovi approcci terapeutici a disturbi come lo shopping compulsivo, il gioco d'azzardo patologico, l'ipersessualità. Così come per studiare più a fondo l'eventuale capacità decisionale in pazienti con ampie lesioni della corteccia cerebrale”

di m.c. (18/11/2010)

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