Lugaresi

Neurologia-SM
Prof.ssa Alessandra Lugaresi

Responsabile Centro Sclerosi Multipla - Università Chieti

Responsabile del Centro Sclerosi Multipla del Dipartimento di Neuroscienze e Imaging, dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti. Da oltre 20 anni si occupa di Sclerosi multipla. Professore Associato in Neurologia presso l’Università “G. d’Annunzio”, sede di Chieti. Titolare dell’insegnamento di Neurologia nell’ambito di insegnamenti integrati di cui è coordinatore presso il Corso di Laurea in Odontoiatria e protesi dentarie (Neurologia e psichiatria) e in Infermiere (Scienze infermieristiche applicate alle patologie Neurologiche e Psichiatriche).Docente presso la Scuola di Specializzazione in Neurologia, in Medicina Interna e in Urologia.  Specialista in Neurologia e Dottore di Ricerca in Neuroscienze, ha lavorato presso la Columbia University, New York, NY, USA dal 1989 al 1991 come Research Fellow, titolare di borsa MDA.  Socio della Società di Neurologia, dell’Associazione Italiana di Neuroimmunologia.

Autore di oltre 90 pubblicazioni in extenso e di oltre 190 comunicazioni, atti di congresso e capitoli di libro. Coordinatore o responsabile presso il proprio Centro di numerose sperimentazioni cliniche e studi osservazionali condoti secondo la “buona pratica clinica (GCP)” Relatore, Moderatore nei congressi nazionali ed internazionali delle seguenti società scientifiche: Società Italiana di Neurologia, Associazione Italiana di Neuroimmunologia, International Society of Neuroimmunology, European Neurological Association, European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis.

Referee per Wellcome Trust Foundation, Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, European Journal of Neurology, Clinical Drug Investigation, Expert Opinion On Biological Therapy, Expert Opinion On Investigational Drugs, Expert Opinion on Pharmacotherapy, Expert Opinion On Biological Therapy, Patient Preference and Adherence

 



Fai una domanda

Le domande sono editate da parte della redazione.
    • Dolore braccio
    • Da un po di tempo soffro di un dolore al bracccio destro. Inizia con una sorta di formicolio e si tramuta in dolore dandomi la sensazione di non avere forza nell'arto. Cosa posso fare? Grazie
    • Risposta - Prof.ssa Lugaresi
    • I sintomi sono compatibili con una sofferenza a livello cervicale, da indagare mediante visita neurologica, che orienterà verso una diagnosi di radicolopatia o di mielopatia (compressiva, da ernia discale, infiammatoria o di altra natura). Nel primo caso da eseguire uno studio elettrofisiologico periferico (velocità di conduzione nervosa), nel secondo RM cervicale, senza e con mezzo di contrasto ed eventualmente potenziali evocati somatosensoriali. In base all’esito si potranno poi valutare eventuali ulteriori accertamenti e cure. A scopo sintomatico, in attesa degli esami, potrebbe risultare utile una cura con farmaci per il dolore neuropatico, in particolare pregabalin o gabapentin. Per la prescrizione dei farmaci è opportuno rivolgersi al proprio medico curante o ad uno specialista neurologo.

    • Esami SM
    • Prof.ssa, quali sono gli esami diagnostici per la diagnosi della Sclerosi Multipla. E in caso di esito negativo di una risonanza, ma permanendo dei sintomi come piccole scosse elettriche agli arti inferiori, glutei, dopo quanto andrebbero ripetuti? Grazie per la risposta.
    • Risposta - Prof.ssa Lugaresi
    • Gli esami diagnostici in base ai sintomi lamentati consistono in risonanza magnetica a livello del midollo dorsale ed eventualmente cervicale; inoltre possono essere utili i potenziali evocati somatosensoriali dagli arti inferiori. Potrebbe, in alternativa risultare utile l’esecuzione di RM lombo-sacrale e studio elettrofisiologico “periferico”, per escludere una neuropatia multifocale o una radicolopatia, di possibile natura infiammatoria. Prima di programmare esami sarebbe tuttavia auspicabile una visita neurologica, per meglio definire il quadro clinico, le modalità ed i tempi di insorgenza, oltre che i sintomi e segni presenti, in base ai quali selezionare gli esami diagnostici utili.

    • Concentrazione
    • Non riesco a concentrarmi nella lettura se ci sono rumori, chiacchericci, tv o radio accesa. Potrebbe essere un problema neurologico? Mario
    • Risposta - Prof.ssa Lugaresi
    • Il disturbo lamentato potrebbe dipendere da un difetto uditivo di tipo neurologico nel quale, tipicamente, non si riesce a far emergere lo stimolo uditivo rilevante rispetto al “rumore di fondo”. Suggerirei quindi una visita otorinolaringoiatrica, un eventuale potenziale evocato uditivo, oltre che prove audiometriche con studio del fenomeno del “recruitment”.

    • Perdita libido
    • Buongiorno, professoressa. Vorrei esporle i miei sintomi e avere un suo parere professionale, anche se capisco che non possa essere preso come una diagnosi vera e propria. È da un paio di mesi che continuo a perdere capelli e non è normale nel mio caso. Ho anche notato che non avverto per niente l'impulso sessuale, anche se mi sforzo. Però è come se fosse morta dentro me tutta quella voglia di fare l'amore. Ho visto un programma dove si dava la colpa della mancanza eccitazione a un tumore. La diagnosi riguardava un uomo, però non vorrei che possa riguardare anche una donna. Non ho fatto nessun esame specifico, però vorrei avere prima un suo parere. La ringrazio in anticipo, certa della sua risposta. Lulù
    • Risposta - Prof.ssa Lugaresi
    • Gentile Signora, perdita dei capelli e perdita del desiderio sessuale di solito sono sintomi di stress e di possibile depressione del tono dell'umore. Potrebbero anche essere in relazione ad alterazioni ormonali. Le consiglio, quindi, di parlare col suo medico curante per eseguire prima una serie di esami del sangue, incluso il dosaggio degli ormoni (prolattina, estrogeni, testosterone, FSH, LH, TSH ed fT4). Sarà poi il medico, in base all'esito, a decidere se inviarla da uno specialista.

    • Elvira Passeggio
    • Prendo il Carvasin da oltre 6 mesi, risultati eccellenti. Il motivo del vostro disinteresse per le vene centrali, cerebrali e spinali, il vero problema delle conseguenze neurologiche nella sclerosi multipla qual è? Un'ammalata che si cura da sola. Distinti saluti.
    • Prof.ssa Lugaresi
    • Cara Elvira, contrariamente a quanto lei asserisce il mondo neurologico è estremamente interessato a dimostrare scientificamente se un'alterazione del circolo venoso sia presente nella Sclerosi multipla ed in che modo possa influire sul suo decorso. Sono certa che navigando in internet sia consapevole che è in corso uno studio epidemiologico, promosso da AISM/FISM, sul cui sito si trovano tutte le informazioni pertinenti. Saprà anche certamente che la Regione Emilia-Romagna ed in particolare il manager dell'ASL di Ferrara di concerto col professor Zamboni sta organizzando uno studio controllato (denominato BRAVE DREAMS), cui parteciperanno Centri dotati di esperienza nelle sperimentazioni di questo tipo, per poter dare una risposta certa sulla efficacia dell'angioplastica venosa nei soggetti con SM e CCSVI (insufficienza cerebro-spinale cronica). Mi fa piacere che Lei abbia tratto giovamento da un farmaco vasodilatatore come il Carvasin, che spero stia assumendo sotto controllo medico. Tuttavia non mi risulta che vi siano dati scientifici o indicazioni da parte del professor Zamboni sull'uso di tale farmaco nella terapia della SM associata a CCSVI. In particolare vorrei segnalarle come nella teoria del professor Zamboni si parli di valvole malformate e di setti, di alterazioni della parete vascolare (su cui un vasodilatatore non può agire), non di vasospasmo, che potrebbe beneficiare dell'uso di un vasodilatatore

    • Elena
    • Salve, ormai una volta a settimana soffro di emicrania acuta e dolore bruciante all'occhio, che tre anni fa ha subito herpes oftalmico. Cosa posso fare?
    • Prof.ssa Lugaresi
    • Cara Elena, è possibile si tratti di una recidiva, anche senza chiare vescicole herpetiche. Le suggerirei, pertanto, di rivolgersi al più presto ad uno specialista oculista per un controllo. Nel frattempo da valutare se avviare un trattamento sintomatico associato a terapia antivirale. Senza visitare non è possibile essere più specifici.

    • Raffaella
    • Professoressa, in base alla sua esperienza, è possibile una correlazione tra Sclerosi Multipla e intossicazione da metalli pesanti?
    • Prof.ssa Lugaresi
    • Cara Raffaella, mentre si sa che i metalli pesanti sono neurotossici, non pare che le minime quote di metalli pesanti liberate dalle otturazioni tradizionali siano rischiose. Se parliamo di un'intossicazione da metalli pesanti legata a contaminazione di alimenti o per inalazione, di solito si verificano danni del sistema nervoso, per accumulo in particolare del mercurio a livello dei neuroni. I dati di un gruppo scandinavo sembravano indicare un possibile ruolo dei metalli pesanti delle otturazioni nella sclerosi multipla, in cui venivano ritrovati, a livello del liquido cerebrospinale (quello che circonda il cervello ed il midollo spinale), concentrazioni più elevate che di norma. Tuttavia tali risultati non sono stati confermati e le società scientifiche odontoiatriche e le associazioni internazionali di Sclerosi Multipla si sono, dopo attenta valutazione dei dati disponibili, pronunciate a sfavore di un ruolo di rilievo delle otturazioni nella SM. Viene sconsigliata la rimozione indiscriminata delle otturazioni, in quanto le quantità di metalli pesanti che si liberano con tale procedura se inalate possono risultare tossiche.

    • Giancarlo
    • Salve, ho mia madre di anni 78 che soffre di tremore alla mano destra e nonostante le varie visite e anche un ricovero non riusciamo a venirne a capo. Cosa può dirmi in proposito. Grazie.
    • Risposta
    • Caro Giancarlo, non sono un'esperta di disordini del movimento, ma di “sclerosi multipla”, una malattia che colpisce i giovani adulti. Le ipotesi più probabili sul tremore di Sua madre sono che si tratti di un tremore essenziale o familiare (rapido, evidente soprattutto nel mantenere una posizione) o di un tremore parkinsoniano, di solito lento e prevalente nelle posizioni di riposo. Per poter giungere ad una conclusione più sicura occorre una visita e l'eventuale esecuzione di un esame particolare, la PET con DATscan, che permette di differenziare le 2 patologie. Le suggerisco di rivolgersi al Centro per lo Studio dei Disordini del Movimento più vicino a dove abitate.

    • Antonino
    • Vorrei informazioni circa la terapia della meningiomatosi. Grazie.
    • Prof.ssa Lugaresi
    • Caro Antonino, con “meningiomatosi” si indica la presenza di meningiomi multipli cerebrali. In base a sede e dimensioni si può procedere all'asportazione chirurgica o mediante radioterapia stereotassica (radiochirurgia, in inglese gamma knife), una tecnica non invasiva, utile in particolare nel trattamento dei meningiomi in cui la chirurgia classica risulterebbe troppo rischiosa per la sede e rapporti con strutture vitali, quali vasi o aree cerebrali deputate a funzioni quali la parola, per esempio. In qualità di neurologo che si occupa prevalentemente di “sclerosi multipla” non sono in grado di fornirLe informazioni più dettagliate, che potrà ottenere tramite un consulto ambulatoriale con un radiochirurgo od un neurochirurgo. Le segnalo che in alcuni casi maligni e con metastasi extracerebrali si ipotizza l'uso di radiopeptidi, molecole radioattive che vanno a localizzarsi nel tumore e nelle sue metastasi in modo selettivo, “uccidendo” le cellule tumorali. Abitualmente, però i meningiomi sono benigni, con tendenza prevalentemente alla metastatizzazione solo locale.