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Farma

I farmacisti: “Ammodernare
il sistema delle farmacie.
Liberalizzazioni?
Non aiutano i cittadini”

Ammodernare il servizio, ma senza stravolgimenti. Perché è un servizio che funziona, e che i cittadini apprezzano. Così i farmacisti italiani vedono il futuro delle farmacie italiane. Lo hanno spiegato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti (Fofi) e Annarosa Racca, presidente di Federfarma (la federazione dei titolari di farmacia) alla commissione Sanità del Senato che, col disegno di legge 863 Gasparri – Tomassini, discute proprio di riordino del sistema (un riassunto del percorso parlamentare della riforma è consultabile su parlamentosalute.it).

Un sistema "ordinato, capillare, diffuso”, sottolinea Mandelli, per il quale “è necessario un ammodernamento, ma senza stravolgerlo". Serve “una evoluzione stabile, non una riforma destrutturante". Anche perché "quei paesi europei che hanno imboccato la via della liberalizzazione si sono trovati di fronte ad una scelta che non è stata poi così favorevole per cittadino".

Sulla stessa linea Federfarma, che condivide il ddl 863 "perché non vuole stravolgere totalmente le regole ma va verso l'ammodernamento del sistema. Un ammodernamento che ci vede pienamente disponibili". Racca esprime invece "totale contrarietà a misure di liberalizzazione che comportino la distruzione del sistema. Servono regole, regole a tutela cittadini: perché il farmaco non è un bene commerciale ma un bene prezioso per la salute".

Tra le proposte avanzate dall'Ordine, la presenza obbligatoria del farmacista in ospedale e nelle case di cura, un fondo di solidarietà per aiutare le farmacie più piccole, una diversa remunerazione del comparto con un contratto di sanità e non di commercio. 

di daniele di stefano (26/11/2010)

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