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Alzheimer: un interruttore molecolare per ripristinare la memoria

Una terapia genica potrebbe alleviare i problemi di memoria legati all’Alzheimer, la malattia degenerativa che colpisce soprattutto questa funzione. Colpa di una proteina tossica, chiamata amiloide, che soffoca l’attività dei neuroni. Gli scienziati del Gladstone Institute of Neurological Disease di San Francisco (Usa) hanno scoperto che incrementando nei topi la quantità di un neurotrasmettitore chiamato EphB2 si riuscirebbe a prevenire o impedire gli effetti sulla perdita di memoria provocati della patologia. Modificando il Dna con un gene che stimola la molecola, la capacità cognitiva dei topi si è dimostrata più efficiente, mentre riducendola si affievoliva. Lennart Mucke, autore dello studio pubblicato su Nature, spiega il meccanismo: “Pensiamo che bloccando la proteina amiloide nel legarsi con EphB2 e migliorandone i livelli e la funzionalità anche attraverso un farmaco, si potrebbero offrire benefici per la malattia di Alzheimer”.

Nel mondo i malati di Alzheimer sono circa 25 milioni, con 4,6 milioni di nuovi casi all’anno. Vale a dire una nuova diagnosi ogni 7 secondi. In Italia, secondo  dati del Censis del 2006, i malati di Alzheimer sono più di 520.000, con 80.000 nuovi casi all’anno. “La ricerca aggiunge un tassello al puzzle - ammette Mucke - ma non consente di dare una risposta rapida ai malati”.

di Co. Col.
Pubblicato il 07/12/2010

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