X

Ti potrebbe interessare anche

Astuto morbillo, usa la trachea come trampolino

  • Ico_email
  • print
  • Ico_ingrandisci_carattere
  • Ico_diminuisci_carattere
Cam1

Viaggiatore-igienista:
attento al copriletto

Il telecomando, il secondo cassetto del comodino, le maniglie dell`armadio, gli interruttori della luce, la cornetta del telefono, ma soprattutto il copriletto.
A quanti pensano che gli angoli più a "rischio-germi" delle stanze d`albergo siano quelli tradizionali, docce, materassi, tappeti e tende, wc e lenzuola, forse conviene sapere che il nemico del turista "globe-trotter" e del business-traveller è un altro: il copriletto.
Si calcola che in media gli italiani trascorrano dalle 8 alle 16 notti all`anno in una camera d`hotel. Stima che inevitabilmente cresce, e non poco, per chi viaggia per affari. In questo caso, la camera d`albergo diventa una seconda casa. E l`ultima cosa che si desidera è che non sia pulita come la prima.
Sulle orme dei rhinovirus. L`80% delle infezioni sono veicolate proprio attraverso il contatto con una superficie "contagiata" da starnuti, colpi di tosse o dal contatto con le mani. I ricercatori dell`Università della Virginia, negli Usa, hanno passato ai raggi X gli hotel a caccia del responsabile della metà dei raffreddori, il rhinovirus, famiglia di agenti virali che sopravvive al check-out degli ospiti per oltre quattro giorni. E per farlo hanno arruolato una quindicina di persone raffreddate trasformate in "untori" viaggianti. Su un terzo degli oggetti toccati dalle "cavie" il rhinovirus resisteva per ore: si ritrovava sulla metà delle maniglie delle porte, sulle penne, sugli interruttori della luce, su telecomandi e rubinetti. Anche su un terzo delle cornette il virus era ancora presente. In questo caso, però, è bene dirlo, i campioni erano stati tutti prelevati prima che il personale delle pulizie passasse a igienizzare le camere.
In ogni caso, dicono gli esperti, la prima cosa da fare quando si entra in una stanza d`albergo è rimuovere il copriletto. Non solo perché è il meno soggetto a lavaggi tra la biancheria da letto, ma anche perché è il primo posto in cui il 65% degli ospiti, appena prende possesso della stanza, poggia valigie e borse. C`è poi il capitolo moquette: tortura degli allergici. È importante chiedere all`atto della prenotazione per non avere brutte sorprese: molti alberghi possiedono stanze apposite a prova di allergeni.
I consigli degli esperti per chi viaggia spesso per lavoro sono pochi, ma fondamentali. Prima di tutto lavarsi le mani regolarmente e spesso. Scegliere alberghi economicamente convenienti non sempre è un buon affare: studi americani hanno osservato che nelle stanze che costavano meno di 50 dollari a notte c`erano più germi.
Conservare libri, carte e altro materiale da lavoro al chiuso per non lasciarli a contatto con le superfici. Altro consiglio, quando non si è proprio sicuri della pulizia, è dormire con pigiami con maniche lunghe. Portare con sè sempre un paio di flip-flop, i sandali di gomma: utili anche quando si fa la doccia.

di cosimo colasanto (22/10/2008)

Lascia un commento

Fai una domanda

I commenti sono editati da parte della redazione.

Commenti dei lettori

    • Gian Piero Incardona31/10/2008
    • non ci avevo pensato