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Il cervello non è infallibile: non registra tutto, ma pezzi di ricordi

Una componente importante nei difetti di memoria è la confusione tra i ricordi, piuttosto che la perdita di 'pezzi di memoria' in sé e per sé: a sostenerlo uno studio dell'Università di Cambridge pubblicato su Science da cui emerge che le difficoltà nel ricordare nascono perché il cervello, anche quando sano, tende a formare memorie incomplete facilmente confondibili tra loro. Meccanismo, spiegano i ricercatori, che si accentua nei soggetti affetti da declino cognitivo.
Una scoperta, spiegano i ricercatori, che mette in evidenza che stimolare i soggetti affetti da demenza a ricordare potrebbe essere un metodo per esercitare il cervello e contrastare il declino: "La nostra scoperta è coerente con le distorsioni della memoria nella demenza: per esempio, le persone affette da demenza non spengono il fornello, o si dimenticano di prendere il farmaco, non perché hanno dimenticato di averlo fatto, ma perché pensano di averlo già fatto - spiega Lisa Saksida, che ha guidato lo studio -. Questo studio suggerisce che una componente importante dei problemi di memoria può effettivamente essere la confusione tra i ricordi, piuttosto che la perdita dei ricordi di per sé".
Lo studio è stato condotto su animali affetti geneticamente da demenza, stimolati attraverso diversi esperimenti a ricordare oggetti già noti o appena conosciuti. I ricercatori hanno poi fatto loro svolgere degli esercizi per incrementare la memoria, rilevando che se gli animali, prima dei test, venivano messi in una stanza tranquilla e senza stimoli, si ottenevano i migliori risultati: "Una cosa che abbiamo trovato molto sorprendente - conclude Saksida - è stata la portata del recupero della memoria realizzato semplicemente riducendo le informazioni 'in entrata' prima di effettuare i test".

di Miriam Cesta
Pubblicato il 13/12/2010