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Rivoluzione nei trapianti: il cuore continua a battere in una scatola hi-tech

Promette di rivoluzionare la medicina dei trapianti la nuova tecnica, ancora in fase sperimentale, che permette di mantenere il cuore appena espiantato in uno stato quasi naturale, ancora vitale e pulsante. Sono i primi risultati di un trial di fase II capitanato dal Ronald Reagan UCLA Medical Center negli Usa. La macchina si chiama Organ Care System (OCS) e consente di conservare l’organo prelevato dal donatore in condizioni ottimali per il trasporto e il successivo reimpianto. L’apparecchiatura provvede, infatti, ad “alimentarlo” continuamente con ossigeno e sangue ricco di sostanze nutritive, in una condizione semi-fisiologica, a temperature che evitano la degenerazione dei tessuti. “Una tecnica “rivoluzionaria”, dice Abbas Ardehali, capo-team della sperimentazione,  rispetto allo standard attuale, che prevede la conservazione nel ghiaccio del cuore donato.

Inoltre, allo stato, i limite orario per il trasporto di cuore è di sei ore, la tecnologia consentirebbe di allargare la lista di possibili riceventi, superando anche i vincoli della distanza. I vantaggi non si fermano qui. La macchina può anche aiutare “a valutare meglio l'idoneità del potenziale donatore, dal momento che possiamo testare il cuore nel dispositivo", spiega Ardehali.

di Cosimo Colasanto
Pubblicato il 17/12/2010