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«Più attenti alla persona:
il futuro della lotta alla
Sclerosi Multipla»

Ignote ancora le cause, ma non il ruolo del sistema immunitario. La Sclerosi Multipla, malattia degenerativa del sistema nervoso, parte da un attacco misterioso delle cellule immunitarie all’organismo. “Nel cervello per 10 lesioni accumulate uno sola può essere sintomatica”, spiega Carlo Pozzilli, ordinario di Neurologia della Sapienza di Roma e responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell’ospedale Sant’Andrea Nella Capitale. “Questo effetto è dovuto al plasticità del cervello, simile a un network - aggiunge l’esperto -, così quando il danno colpisce un centro la rete assicura la trasmissione delle informazioni”. Diverso è quando questi danni investono “il midollo spinale o il nervo ottico - ricorda Pozzilli - che sono come autostrade, con un solo senso di marcia, nelle quali la lesione determina il danno sintomatico”.

"I farmaci modificanti il decorso della Sclerosi Multipla si dividono in due grandi categorie, immunisopressori e immunomodulanti, ma il futuro è un mix di entrambe le azioni e una maggiore personalizzazione”. Pozzilli fa il punto sullo stato delle terapie. “Gli immunosoppressori sopprimono la risposta negativa del sistema immunitario, sono più efficaci, ma hanno anche un profilo di rischio maggiore”, ricorda Pozzilli, mentre gli immunomodulanti “agiscono come antinfiammatori, aumentando le difese in termini di linfociti ‘buoni’ - sottolinea l’esperto - e riducendo la risposta immunitaria negativa”. Le prospettive terapeutiche si stanno moltiplicando e si parla sempre più di personalizzazione. “All’orizzonte ci sono due farmaci orali, con caratteristiche diverse - ricorda Pozzilli -, si va verso cure più semplici, con somministrazioni singole che coprono un arco di tempo più ampio, ma spetta sempre al neurologo - conclude Pozzilli - riconoscere gravità e stadio della malattia per identificare il percorso terapeutico più appropriato”.

 

di Cosimo Colasanto (21/12/2010)

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