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Anestesia: pericolosa per i più piccoli?

Nel 1846 per la prima volta a Boston un uomo si sottopose a un`operazione chirurgica senza avvertire alcun dolore. Non assunse nessuna pozione magica: era sotto anestesia. A distanza di più di 150 anni l`iniezione di anestetici è diventata ormai una pratica routinaria nella chirurgia, tanto da essere molto usata perfino con i bambini più piccoli. Ma quali potrebbero essere gli effetti collaterali nei soggetti più giovani?
A chiederselo sono stati i ricercatori della Columbia University. Nel corso del meeting annuale dell`American Society of Anestesiologist è stata presentata una ricerca che ha messo in evidenza l`esistenza di un possibile legame tra l`esposizione dei più piccoli all`anestesia e l`insorgere di disturbi comportamentali e dello sviluppo. I risultati dello studio, sottolineano cauti gli scienziati, non sono ancora definitivi. “In ogni caso – ha detto Lena Sun, coordinatrice della ricerca – è qualcosa che non possiamo permetterci di ignorare”.
Nel corso della ricerca gli scienziati hanno messo a confronto (grazie al database del Medicaid, di supporto all`assistenza sanitaria pubblica) le condizioni di salute di un gruppo di 625 bambini, di età inferiore ai tre anni e già sottoposti ad anestesia, con un gruppo di 5000 bambini che non avevano mai affrontato interventi chirurgici. È risultato come i bambini già sottoposti ad anestetici corressero un rischio due volte maggiore di soffrire di disturbi comportamentali o dello sviluppo.
Poiché lo studio si riferisce a eventi clinici lontani nel tempo, dice Lena Sun,“esistono dei limiti evidenti”. Lo studio, continua, è “provocatorio ma ancora in fase preliminare”. È bene ricordare però, sottolinea ancora, come ogni anno 4 milioni di bambini vengano sottoposti ad anestesia non solo per affrontare interventi chirurgici ma anche per procedure diagnostiche più semplici come la Tac.          
La ricerca condotta dalla Columbia University avrà ora bisogno di ulteriori conferme. Lena Sun e colleghi stanno lanciando infatti uno studio che analizzerà le condizioni di salute di un gruppo di bambini sottoposti ad anestesia prima dei quattro anni d`età. A questi bambini, comparati con soggetti della loro stessa età mai anestetizzati, verranno somministrati test di comprensione e abilità fino all`età di dieci anni.
In ogni caso, dicono gli studiosi, meglio evitare inutili allarmismi. “La ricerca  – conclude Lena Sun – non deve indurre i genitori a non sottoporre i loro bambini all`operazione chirurgica di cui necessitano, perché questo sarebbe peggiore di ogni possibile effetto collaterale dell`anestesia”.

di lidia baratta
Pubblicato il 22/10/2008