Elettrochemioterapia,
la nuova frontiera
contro i tumori
Indebolire le metastasi con impulsi elettrici per rendere le membrane delle cellule neoplastiche più permeabili e quindi più sensibili ai farmaci chemioterapici. È questo, in sintesi, il funzionamento dell`elettrochemioterapia, la nuova metodica che verrà presentata nel corso del workshop "L`elettrochemioterapia: una metodica innovativa nel trattamento locale delle metastasi cutanee e non solo" che si svolgerà venerdì al Centro congressi "Raffaele Bastianelli" di Roma.
La nuova tecnica permette di aumentare la permeabilità delle membrane cellulari con l`elettroporazione, un sistema che mediante impulsi elettrici e brevi consente ai farmaci chemioterapici di penetrare nelle membrane cellulari delle metastasi, e di svolgere quindi dall`interno un`azione distruttiva delle cellule cancerose.
La nuova tecnica è frutto della collaborazione di quattro istituti di ricerca specializzati nella cura del cancro, l`Institute Gustave Roussy di Villejuif in Francia, l`Institute of oncology di Lubiana in Slovenia, l`Herley Hospital Copenhagen in Danimarca e l`International Union Against Cancer (Uicc) irlandese.
Come mette in evidenza lo stesso titolo del workshop, e come sottolinea Stefania Bucher, responsabile del reparto di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell`Istituto dermatologico San Gallicano Irccs di Roma, la cura delle metastasi cutanee e sottocutanee non è l`unico obiettivo dell`innovativo trattamento. Oltre, infatti, a "risultare particolarmente efficace per la cura di patologie come metastasi da melanoma singole e in-transit, metastasi cutanee e sottocutanee da altri tumori e alcuni tumori cutanei primitivi", come spiega l`esperta che presiederà il workshop, l`elettrochemioterapia sta facendo notevoli passi avanti anche per altre applicazioni. Cancro alla prostata, al tratto gastro-intestinale e tumori metastatici al fegato potrebbero infatti essere i prossimi a essere sconfitti da questa nuova tecnica: "Siamo ancora in fase sperimentale - sottolinea Bucher - ma la progettazione di nuovi elettrodi da applicare al macchinario, appositamente realizzati per i diversi tipi di tumore, lascia sperare che in un prossimo futuro l`elettrochemioterapia sarà in grado di curare anche altri cancri, oltre a quelli della cute".
Anche l`immunoterapia potrebbe compiere notevoli passi in avanti: "Il nuovo strumento, infatti, sempre attraverso l`elettroporazione potrebbe favorire l`inoculazione di determinati farmaci nelle membrane delle cellule metastatiche affinché queste ultime, essendo riconosciute come antigeni, vengano distrutte dallo stesso sistema immunitario perché riconosciute come pericolose". continua...[nuova pagina]
Gli studi clinici compiuti finora sull`elettrochemioterapia, pubblicati sull`European Journal of Cancer, hanno rilevato il controllo completo dei tumori cutanei nel 74,5% dei casi nei primi due anni di trattamento, una risposta nel 93% delle lesioni trattate e il 58% di risposte complete confermate istologicamente. Quanto agli effetti collaterali, non è stata rilevata alcuna tossicità ematologica e i pazienti non hanno riportato dolore locale o altri sintomi.
"Abbiamo pazienti - continua Bucher - che dopo essere stati sottoposti a cicli chemio o radioterapici presentano lesioni invalidanti e dolorose, spesso multiple. Grazie all`elettrochemioterapia, invece, abbiamo la possibilità di trattare le metastasi attenuando dolore e sanguinamento e in molti casi riusciamo anche a farle sparire a livello cutaneo o sottocutaneo, migliorando considerevolmente la qualità di vita dei pazienti".
La ricerca intanto va avanti. Gli studiosi, come spiega Stefania Bucher, stanno già lavorando a terapie geniche fondate sulla nanoelettroporazione. Il sistema è basato su cariche elettriche ad alto potenziale somministrate in microsecondi, e dovrebbe permettere l`inoculazione dei farmaci direttamente nel nucleo della cellula: "Ma sono ipotesi di studio che possiamo definire avveniristiche - conclude Bucher -. Ci vorranno diversi anni prima di vederle realizzate".
La nuova tecnica permette di aumentare la permeabilità delle membrane cellulari con l`elettroporazione, un sistema che mediante impulsi elettrici e brevi consente ai farmaci chemioterapici di penetrare nelle membrane cellulari delle metastasi, e di svolgere quindi dall`interno un`azione distruttiva delle cellule cancerose.
La nuova tecnica è frutto della collaborazione di quattro istituti di ricerca specializzati nella cura del cancro, l`Institute Gustave Roussy di Villejuif in Francia, l`Institute of oncology di Lubiana in Slovenia, l`Herley Hospital Copenhagen in Danimarca e l`International Union Against Cancer (Uicc) irlandese.
Come mette in evidenza lo stesso titolo del workshop, e come sottolinea Stefania Bucher, responsabile del reparto di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell`Istituto dermatologico San Gallicano Irccs di Roma, la cura delle metastasi cutanee e sottocutanee non è l`unico obiettivo dell`innovativo trattamento. Oltre, infatti, a "risultare particolarmente efficace per la cura di patologie come metastasi da melanoma singole e in-transit, metastasi cutanee e sottocutanee da altri tumori e alcuni tumori cutanei primitivi", come spiega l`esperta che presiederà il workshop, l`elettrochemioterapia sta facendo notevoli passi avanti anche per altre applicazioni. Cancro alla prostata, al tratto gastro-intestinale e tumori metastatici al fegato potrebbero infatti essere i prossimi a essere sconfitti da questa nuova tecnica: "Siamo ancora in fase sperimentale - sottolinea Bucher - ma la progettazione di nuovi elettrodi da applicare al macchinario, appositamente realizzati per i diversi tipi di tumore, lascia sperare che in un prossimo futuro l`elettrochemioterapia sarà in grado di curare anche altri cancri, oltre a quelli della cute".
Anche l`immunoterapia potrebbe compiere notevoli passi in avanti: "Il nuovo strumento, infatti, sempre attraverso l`elettroporazione potrebbe favorire l`inoculazione di determinati farmaci nelle membrane delle cellule metastatiche affinché queste ultime, essendo riconosciute come antigeni, vengano distrutte dallo stesso sistema immunitario perché riconosciute come pericolose". continua...[nuova pagina]
Gli studi clinici compiuti finora sull`elettrochemioterapia, pubblicati sull`European Journal of Cancer, hanno rilevato il controllo completo dei tumori cutanei nel 74,5% dei casi nei primi due anni di trattamento, una risposta nel 93% delle lesioni trattate e il 58% di risposte complete confermate istologicamente. Quanto agli effetti collaterali, non è stata rilevata alcuna tossicità ematologica e i pazienti non hanno riportato dolore locale o altri sintomi.
"Abbiamo pazienti - continua Bucher - che dopo essere stati sottoposti a cicli chemio o radioterapici presentano lesioni invalidanti e dolorose, spesso multiple. Grazie all`elettrochemioterapia, invece, abbiamo la possibilità di trattare le metastasi attenuando dolore e sanguinamento e in molti casi riusciamo anche a farle sparire a livello cutaneo o sottocutaneo, migliorando considerevolmente la qualità di vita dei pazienti".
La ricerca intanto va avanti. Gli studiosi, come spiega Stefania Bucher, stanno già lavorando a terapie geniche fondate sulla nanoelettroporazione. Il sistema è basato su cariche elettriche ad alto potenziale somministrate in microsecondi, e dovrebbe permettere l`inoculazione dei farmaci direttamente nel nucleo della cellula: "Ma sono ipotesi di studio che possiamo definire avveniristiche - conclude Bucher -. Ci vorranno diversi anni prima di vederle realizzate".
di (22/10/2008)
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Commenti dei lettori
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- Mi auguro che tale metodo possa essere testato in brevissimo tempo anche per altre patologie tumorali e ci sia anche a livello mediatico una grande attenzione e monitoraggio costante, così da consentire a tutti gli sfortunati affetti dal cancro di nutrire nuove grandi speranze, poichè si sa che, oltre alla medicina, esiste un grande antidoto anti-cancro naturale, la voglia di vivere, nutrita dalla speranza. Grazie

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