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Psicologia del lavoro:
si scrive "autonomia",
si legge "soddisfazione"

Dalla possibilità di scegliere dipende la soddisfazione dei lavoratori. A sostenerlo sono Marylène Gagné e Devasheesh Bhave della Concordia’s John Molson School of Business (Canada), autori del volume “Human Autonomy in Cross-Cultural Context: Perspectives on the Psychology of Agency, Freedom, and Well-Being” secondo cui il grado di soddisfazione delle persone sul posto di lavoro dipende dall’autonomia loro concessa riguardo le decisioni da prendere proprio nell’ambito lavorativo e dal sentirsi responsabili per le scelte effettuate. 

"L'autonomia porta a una migliore produttività soprattutto quando il lavoro è complesso e richiede creatività - spiega Gagné -. Ma anche in un lavoro basato sulla routine, sebbene l'autonomia non riesca ad avere molto impatto sulla produttività, può comunque aumentare la soddisfazione, il che porta ad altri risultati positivi. Quando la direzione aziendale prende decisioni su come organizzare il lavoro, deve sempre tenere presente l'effetto positivo dell’autonomia sulle persone ".

La libertà nelle scelte può assumere forme diverse: i responsabili possono consentire ai dipendenti di impostare i propri programmi, di scegliere come fare il loro lavoro o anche di lavorare da casa. “Non importa come viene definita l'autonomia - spiegano di due studiosi -: quando le persone sentono di avere libertà di scelta i risultati sono impressionanti. I potenziali benefici sono un maggior rispetto dei propri impegni, migliori prestazioni e maggiore produttività”.

Il concetto di autonomia, però, varia da cultura a cultura: ciò che le persone di un determinato  Paese percepiscono come libertà sul posto di lavoro, può essere invece intesa da soggetti di altre culture come semplice disorganizzazione. " Non esiste una ricetta unica di autonomia lavorativa - spiega Gagné -. Stiamo cercando di analizzare come i diversi tipi di leadership influenzano la motivazione dei dipendenti, e se determinati comportamenti in Paesi diversi hanno lo stesso effetto. Per esempio, in alcune culture, i responsabili non possono chiedere il parere ai propri subalterni, perché questo li farebbe apparire deboli. E così i manager in questi ambienti devono trovare altri modi per far sentire i lavoratori autonomi".

I due ricercatori stanno attualmente conducendo analisi della leadership in diversi paesi, compresi Cina e Italia, per conoscere più a fondo come le diverse culture percepiscano l’autonomia sul posto di lavoro. "La percezione di autonomia ha effetti molto positivi sui lavoratori - continua Gagné - ma non si possono esportare i metodi in uso in Nord America e pretendere che abbiano il giusto effetto su qualunque lavoratore. Anche in Canada i metodi per dare autonomia ai lavoratori devono essere costantemente ripensati, dato che il Paese sta diventando sempre più multiculturale”.  

di Miriam Cesta (27/01/2011)

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