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«Vulnerabilità genetica»
allo stress causa
disturbi dell'umore
Un legame genetico collega stress e depressione, ma solo nei soggetti "predisposti". La scoperta, pubblicata su Neuron, potrebbe spiegare perché "molti individui, sottoposti a eventi problematici, non mostrano segni di depressione mentre altri, davanti allo stress, tendono a manifestare disturbi dell'umore", spiega Yoshifumi Watanabe, ricercatore dell'Università di Yamaguchi, in Giappone, che ha guidato lo studio.
Nel corso dell'esperimento il team di Watanabe ha analizzato la risposta allo stress di due gruppi di topi, di cui uno composto da esemplari geneticamente "vulnerabili" alle difficoltà (ossia dotati di una variante del Dna caratterizzata da un minor livello di espressione genica del fattore neurotrofico derivato - GDNF - delle cellule gliali).
Al termine gli studiosi hanno osservato che, a differenza degli altri, i roditori predisposti allo stress attuavano comportamenti simili alla depressione. Ciò era dovuto, spiegano gli esperti, al fatto che i fattori neurotrofici giocano un ruolo importante - oltre che nella regolazione della plasticità del cervello - nei disturbi dell'umore: pertanto un livello inferiore alla norma può determinare, di fronte ai problemi, una maggiore predisposizione allo sviluppo di disturbi depressivi.
di Nadia Comerci (02/02/2011)

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