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Omega3-salmone

Pochi omega3 nella dieta
aumentano il rischio-depressione

Alcuni comportamenti depressivi possono dipendere dai bassi livelli di acidi grassi omega3: è quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature Neuroscience dai ricercatori dell'Inserm (Institut national de la santé et de la recherche médicale) e dell'Inra (Institut scientifique de recherche agronomique), secondo cui ridotti livelli di omega3 possono avere conseguenze deleterie sulle funzioni sinaptiche e sui comportamenti emotivi.

 

Il problema si è cominciato a porre, spiegano gli studiosi, nelle nazioni industrializzate a partire dal 20° secolo, quando l'alimentazione ha iniziato a impoverirsi in acidi grassi essenziali - chiamati "essenziali", appunto, perché il corpo non li produce da sé, ma deve assumerli dall'esterno, attraverso il cibo.

 

Per verificare le loro ipotesi i ricercatori hanno studiato i topi nutriti con una dieta poco equilibrata in quanto a introito di acidi grassi omega3, rilevando in particolare che il deficit di questo acido grasso essenziale provoca disturbi nella comunicazione neuronale e una completa disfunzione dei recettori dei cannabinoidi, che svolgono un ruolo strategico nella neurotrasmissione. Queste disfunzioni neuronali sono poi state accompagnate da comportamenti depressivi.

di m.c. (31/08/2011)

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