Pessimisti dalla culla?
Dipende dalla molecola Y
Vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto? Questione di geni. Almeno secondo quanto sostiene un gruppo di ricercatori americani che ha messo a nudo il ruolo della “molecola del pessimismo”. Si chiama neuropeptide Y ed è un messaggero chimico presente nel cervello. Alcuni soggetti ne producono di meno e secondo la tesi degli scienziati, esposta sulla rivista Archives of General Psychiatry, questo si associa a emozioni meno positive del resto della popolazione. Per esempio, se ai volontari coinvolti nella sperimentazione i ricercatori sottoponevano parole negative - una di queste era “assassino” - quelli con bassi livelli del neuropeptide Y mostravano nelle immagini della risonanza magnetica reazioni cerebrali più forti. Una chiave, secondo i ricercatori, per capire e anticipare anche la risposta genetica allo stress e la predisposizione maggiore alla depressione, dato che “queste reazioni genetiche sono misurabili in ogni persona - sottolinea Brian Mickey, uno dei ricercatori - e ci possono guidare verso la valutazione del rischio personale allo sviluppo di ansia e depressione”.
Un secondo test era più impegnativo. Ai volontari è stata iniettata nei muscoli della mascella una soluzione salina che produce un dolore moderato per circa 20 minuti, senza danni permanenti. I partecipanti dovevano valutare quando e con che intensità percepivano la sensazione dolorosa. Il risultato ha rafforzato l’ipotesi dei ricercatori: i soggetti che avevano un più basso livello della molecola avvertivano il disagio in anticipo e continuavano a comunicarlo anche successivamente.
di Cosimo Colasanto (09/02/2011)

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