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Cancro alla prostata:
un nuovo test del Dna
contro i dubbi del Psa

Ricercatori britannici hanno sviluppato un test genetico in grado di di prevedere quali forme tumorali della prostata necessitano di terapie mirate con più precisione dell’esame standard, i livelli di Psa. Lo studio è pubblicato su Lancet Oncology. L’esame del Dna identifica gli uomini più a rischio misurando l’attività dei geni che controllano la progressione del ciclo cellulare (Cdc), meccanismo che controlla divisione e proliferazione delle cellule.

Secondo Jack Cuzick della Queen Mary University di Londra, che ha guidato la sperimentazione su 703 soggetti, chi ha più alti livelli di Cdc ha tre volte più probabilità di sviluppare una forma aggressiva di cancro alla prostata e grazie al test è possibile identificare tra i pazienti che hanno già subito un intervento di asportazione chirurgica il 70% di possibili recidive. “Già sappiamo che i livelli di Cdc possono predire la sopravvivenza nei tumori al seno, al cervello e al polmone”, spiega Cuzick, che sostiene l’efficacia del test genetico da affiancare a quello di routine dei livelli di antigene prostatico specifico (Psa) per selezionare i casi che hanno necessità di un trattamento specifico e precoce.

 

di Cosimo Colasanto (11/02/2011)

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