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Biotech

Arriva il biocomputer
che parla con le cellule

Chi vede biologia e informatica come discipline antitetiche dovrà ricredersi. Un team del California Institute of Technology sta infatti elaborando un computer biologico capace di comunicare con i sistemi viventi a livello micromolecolare, cioè direttamente con il nucleo della cellula. Il dispositivo concepito da Christina Smolke e Maung Win funziona come un normale computer ma, mentre un pc ordinario trasporta informazioni per via elettrica, la nuova scoperta permette di il trasporto per via chimica.
"È la prima volta – ha detto Ehud Shapiro, professore di informatica e biologia presso il Weizmann Institute of Science e pioniere di questo tipo di studi - che qualcuno ha dimostrato come un computer molecolare possa rispondere a stimoli provenienti dall`interno delle cellula".
Il mezzo su cui viaggia l`informazione è l`Rna, un acido nucleico simile al Dna, ma dotato di una struttura che meglio si adatta al codice binario dell`informatica. L`Rna ha una struttura relativamente semplice: è come una corda divisa in quattro parti, ognuna corrispondente a un nucleotide. All`interno della cellula alcune molecole leggono i nucleotidi dell`Rna e in base alle informazioni raccolte costruiscono diversi tipi di proteine, in grado di svolgere differenti funzioni.
Il biocomputer ideato da Smolke e Win è in grado di raccogliere le informazioni provenienti dalle cellule e “prendere una decisione” sul da farsi.
Un sistema del genere, basato sull`Rna, potrebbe essere decisivo per lo sviluppo di cure più localizzate, come ad esempio quelle contro i tumori. “Oggi i farmaci agiscono in tutto il corpo nello stesso modo - afferma Shapiro -. Sarebbe preferibile che un medicinale agisca esclusivamente al posto giusto e al momento giusto. Un sistema basato sull`Rna sarebbe ideale per scegliere eventuali cellule da aggredire, come nel caso del tumore".
“Il prossimo obiettivo della ricerca – conclude Christina Smolke - è prelevare dal paziente le sue cellule immunitarie, modificarle e reintrodurle nel suo corpo per aggredire e neutralizzare le cellule malate”.

di paolo fiore (24/10/2008)

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