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Diabetes Belt: gli Usa mappano il diabete

Una geografia esatta dell’incidenza dei casi di diabete per ottimizzare gli sforzi di informazione e sanitari contro la patologia metabolica in costante aumento. I ricercatori americani del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta hanno identificato una vera e propria “cintura del diabete” (diabetes belt), come ne esistono, ad esempio, nel campo dell’agricoltura per colture come il mais o il cotone. Un esperimento simile è partito negli anni '60 per localizzare i casi di ictus e quindi orientare la prevenzione. Le regioni “calde” hanno una prevalenza dei malati di diabete più alta dell’11% rispetto alle altre e “sebbene per molte caratteristiche il diabete non possa essere allontanato - ricorda Lawrence E. Barker, autore dello studio - per altre, come la sedentarietà, l’attività fisica e l’alimentazione, conoscere i luoghi più a rischio aiuta a incoraggiare la popolazione a cambiare nello stile di vita”. Lo studio è pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine.

 

Tra i dati emersi dalla ricerca, si scopre ad esempio, che ben un terzo dei casi di differenza tra le aree della “cintura del diabete” e quelle normali si devono attribuire allo stile di vita sedentario e all’obesità. Il 30% dei fattori di rischio identificati sono modificabili, il 37%, come l’età o l'etnia, invece no. "Identificare cintura del diabete permette di identificare le regioni più bisognose di sforzi volti a prevenire il diabete tipo 2 e alla gestione dei casi esistenti della malattia”, aggiunge Barker. 

di co.col.
Pubblicato il 21/03/2011