Ti potrebbe interessare anche
Dna in «tilt» all'origine della Distrofia facio-scapolo-omerale La scoperta è italiana
I pezzi di Dna che mancano: ecco
perché gli uomini non hanno più
aculei sul pene e baffi sensoriali
La differenza la fa la perdita di 510 filamenti di Dna che distinguono i macachi e gli scimpanzé dall'uomo, che hanno permesso lo sviluppo nel cervello umano di alcune aree, nonché la perdita degli aculei sul pene e dei baffi sensoriali. Pezzi di Dna, si legge sullo studio pubblicato su Nature, che controllano quando e dove alcuni geni sono "accesi" - ovvero le le regioni regolatorie dei geni, piuttosto che i geni stessi - meccanismi alla base di molte delle nuove funzionalità che gli organismi acquisiscono attraverso l'evoluzione. A sostenerlo gli scienziati statunitensi delle università di Stanford, Georgia e Pennsylvania, i quali spiegano che anche gli uomini una volta avevano i baffi sensoriali e dei piccoli aculei sui genitali.
Gli aculei del pene in particolare, si legge nello studio, si trovano ancora in diversi mammiferi ma il loro ruolo non è ancora del tutto chiarito perché, spiegano i ricercatori, possono giocare ruoli diversi nelle varie specie. In alcuni casi aumentano la stimolazione del maschio durante l'accoppiamento, in altri sembra che siano in grado anche di indurre l'ovulazione femminile. Secondo altri studi, poi, le spine potrebbero servire per rimuovere i 'tappi copulatori', materiale che in alcune specie i rappresentanti del sesso maschile lasciano nel tratto genitale femminile per bloccare i tentativi di altri maschi di fecondare la stessa femmina.
I ricercatori ritengono che la perdita di queste piccole spine negli esseri umani possa essere correlata alle variazioni acquisite nel corteggiamento umano: rapporti sessuali meno frettolosi, relazioni di coppia più durature e una maggiore preoccupazione da parte degli uomini per la cura e la crescita della prole.
di Miriam Cesta (21/03/2011)

- Seguici anche tramite Feed RSS