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Alzheimer: «allenare» la mente aiuta a rallentarne lo sviluppo

Per rallentare l'insorgere dell'Alzheimer, occorre potenziare, con un adeguato "brain training", la zona del cervello che non è stata compromessa dalla degenerazione neuronale. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Brain: A Journal of Neurology dal team guidato da Sylvie Belleville, ricercatrice dell'Istituto Universitario di Geriatria di Montréal (Canada), che ha scoperto come, con un buon allenamento, sia possibile "riprogrammare" alcune cellule cerebrali affinché sostituiscano quelle danneggiate.

 

La ricerca è stata condotta sull'attività cerebrale di 30 anziani, dei quali 15 erano affetti da deterioramento cognitivo lieve (MCI) - una patologia che spesso rappresenta il primo passo verso lo sviluppo della demenza - , che hanno seguito un brain training della durata di 8 settimane. Al termine è emerso che i soggetti con MCI mostravano una maggiore attivazione non solo nelle zone tipicamente associate alla memoria - effetto riscontrato anche negli altri partecipanti -, ma anche nelle aree in cui di solito si verificano altri processi cerebrali.

 

"L'analisi dell'attività cerebrale misurato prima e dopo l'allenamento -, spiega Belleville -, ha dimostrato che la zona 'sana' del cervello è subentrata in sostituzione di quella compromessa".

 

di Nadia Comerci
Pubblicato il 24/04/2012

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