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«Si può fare», i matti di Bisio al Festival di Roma

La cooperativa 180, costituita da ex degenti di manicomio, è nata dopo l`entrata in vigore della legge Basaglia. Nello invece è un sindacalista un pò strampalato, interpretato da Claudio Bisio, che crede fortemente nel mercato e nella capacità d`impresa. Dall`unione delle due forze nasce "Si può fare", il nuovo film di Giulio Manfredonia che sarà presentato alla Festa del cinema di Roma.
Siamo agli inizi degli anni Ottanta. Milano sta diventando la metropoli da bere e la legge Basaglia sul reinserimento sociale degli ex malati mentali è stata da poco approvata. A Nello, il sindacalista, vieno affidato un compito che sembra impossibile: prendere in mano la cooperativa 180, che lavora attaccando francobolli per il Comune, e lanciarla sul mercato. Ai "matti", che in una assemblea comune gli fanno le proposte più bislacche per rilanciare l`attività, Nello risponde sempre: "Si può fare". E dopo una parvenza di fallimento, ecco che Nello scopre che alcuni ex malati sono in grado di comporre mosaici eccezionali con gli scarti del legno. La piccola azienda si afferma quindi sul mercato. E gli ex malati mentali vengono trasformati in parquettisti raffinati esperti in mosaici lignei.
I luoghi sono quelli dell`ex manicomio Santa Maria della Pietà di Roma, nei quali gli attori hanno svolto un lungo training prima di cominciare a girare il film. E l`intreccio è tratto da una storia vera: la vicenda della cooperativa Noncello di Pordenone diretta da Rodolfo Giorgetti che, partita con pochi componenti, oggi conta più di trecento persone. Facendo una sorta di resoconto della legge Basaglia, il film illustra il grande valore della norma nella storia sociale del nostro Paese, dimostrando come sia possibile reinserire gli ex malati nella società e nel mercato.
Il lavoro di Manfredonia si ispira alla follia di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Milos Forman, proponendosi quasi come una continuazione del film pluripremiato. Se nel film di Forman c`è infatti il prima, nel lavoro che sarà presentato a Roma c`è il dopo. E la domanda che viene posta è: una volta che la legge Basaglia chiuse i luoghi di reclusione, come fare per rendere socialmente attivi gli ex degenti
Ci sono in tutti, conclude Manfredonia nelle note di regia, qualità e potenzialità da valorizzare attraverso la fiducia, l`attenzione, il lavoro e la fantasia.

di lidia baratta
Pubblicato il 24/10/2008