Sangue e donatori,
a Milano l'appello
dei chirurghi: «Fare di più»
Le procedure per ottimizzare gli interventi chirurgici e l'assistenza per chi è vittima di incidenti stradali o subisce un incidente sul lavoro. Il confronto con i chirurghi militari e la loro esperienza di frontiera. Un approfondimento sui rischi e i benefici per chi è in terapia anticoagulante, circa 1 milione di italiani. La testimonianza del professore Yasuhiro Otomo, che guida una delegazione di medici giapponesi che ha partecipato e diretto i soccorsi durante il recente terremoto. E persino una relazione sulla prima Tac ad una mummia egizia. Sono solo alcuni dei temi che saranno trattati durante il XII Congresso europeo di Chirurgia d'urgenza e del trauma organizzato dalla European society for trauma and emergency (Estes) a Milano da oggi fino al 30 aprile. A presiedere l'evento scientifico, che si tiene per la prima volta in Italia, sarà Mauro Zago, chirurgo generale e d’urgenza e chair della Educational Section della European Society for Trauma and Emergency Surgery.
Si comincia dai pazienti traumatizzati. Le statistiche dicono che la mancanza di sangue disponibile per le trasfusioni è ancora oggi la la causa di morte in oltre il 20% dei casi, circa 1000 decessi all’anno. Cifra che potrebbe essere dimezzata mettendo a frutto i protocolli e le indicazioni terapeutiche più recenti: uno dei temi discussi nel congresso riguarderà proprio l’emorragia critica. L’elevato numero di feriti nelle zone di guerra ha permesso agli scienziati di comprendere e chiarire alcuni meccanismi che si instaurano dopo emorragie gravi. Una sessione del congresso vedrà il confronto fra chirurghi militari, chirurghi di associazioni di volontari e chirurghi che lavorano in ambito civile.
Resta aperto e drammatico il problema relativo alla scarsità di sangue. In Italia vi sono poco più di un milione e mezzo di donatori molto motivati, pari a circa il 2,5%. Tuttavia il numero è ancora lontano rispetto al 6,4% di alcuni Paesi come Danimarca e Germania.
C'è poi un ampio capitolo che riguarda l’uso dei farmaci anticoagulanti nella popolazione adulta e anziana. Ne fanno uso oltre un milione di italiani per prevenire il rischio di trombosi cardiache, cerebrali o venose, e altri 9 milioni sono invece i cardiopatici in cura con farmaci fluidificanti del sangue. Benefici sicuri che però fanno i conto con un aumento del rischio di emorragie gravi: sanguinamenti dallo stomaco e dall’intestino, ematomi spontanei ed emorragie gravi dopo traumi minori. Anche in questo caso gli esperti provenienti da 65 Paesi porteranno esperienze e confronteranno novità scientifiche.
Tra i tanti argomenti di forte impatto sulla salute quotidiana, un posto d'onore è stato riservato a un salto nel passato. A Sabina Malgora, archeologa, specialista di medicina dell’Antico Egitto e co-responsabile del “Mummy Project” insieme a Luca Bernardo, direttore del Dipartimento materno infantile del Fatebenefratelli di Milano, il compito di aprire il Congresso con una lettura che parla di mummie e tecnologie diagnostiche, fondendo passato e futuro.
di Cosimo Colasanto (27/04/2011)

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