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Pelle di rana
per una nuova
terapia anticancro

Pelle di rana per la terapia del cancro, del diabete e dell'ictus: è questa la proposta dei ricercatori della Queen's University di Belfast (Irlanda del Nord), che hanno guadagnato la menzione nel Cardiovascular Innovation Award al Medical Futures Innovation Awards di Londra (Gran Bretagna) scoprendo nell'epidermide della rana e del rospo due sostanze in grado di regolare la formazione dei vasi sanguigni.

I ricercatori guidati da Chris Shaw, docente della Queen's School of Pharmacy, hanno isolato dalle secrezioni della pelle della rana arborea (Phyllomedusa sauvagei) una proteina che blocca lo sviluppo dei vasi sanguigni e che può essere utile nel trattamento del cancro. «Molti tumori maligni possono raggiungere solo una certa dimensione prima di aver bisogno che al loro interno si sviluppino vasi sanguigni – spiega Shaw –. Bloccare la crescita del tumore può ostacolarne la diffusione e, forse, ucciderlo. Ciò significherebbe trasformare il cancro da malattia terminale a condizione cronica».

La proteina ottenuta dal rospo Bombina maxima stimola invece la produzione e la crescita dei vasi sanguigni e potrebbe essere utilizzata nel trattamento di quelle situazioni, come le ulcere diabetiche o l'ictus, in cui è necessaria una rapida riparazione dei vasi. «Il nostro scopo - conclude Shaw - è sfruttare il potenziale della natura per alleviare le sofferenze umane".

di Silvia Soligon (21/06/2011)

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