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Brain2

Alzheimer,
con scansione cervello diagnosi
anticipata di dieci anni

Una nuova metodica basata sulla tomografia a emissione di positroni (PET) permette di visualizzare l'accumulo della proteina beta-amiloide nel cervello molti anni prima che si manifestino i sintomi del morbo di Alzheimer. Lo hanno annunciato alla conferenza annuale della Society of Nuclear Medicine, tenutasi a San Antonio (Texas), i ricercatori dell'Università di Melbourne (Australia) e dell'Università del Texas (Stati Uniti), che hanno perfezionato le tecniche di scansione del cervello che permettono di monitorare l'assemblaggio delle proteine neurotossiche il cui accumulo è associato alla demenza e alla perdita delle capacità cognitive tipica dell'Alzheimer.

Per mettere a punto queste tecniche i ricercatori hanno scansionato regolarmente e per diversi anni il cervello di volontari sani o con lievi deficit cognitivi. Allo stesso tempo, le capacità di apprendimento sono state valutate attraverso test psicologici e neurologici. Ne è risultato che tanto maggiore era lo sviluppo delle placche di peptide beta-amiloide, tanto più accentuati erano i problemi di memoria e i sintomi del morbo di Alzheimer.

Secondo David Brooks, ricercatore dell'Imperial College di Londra (Gran Bretagna) che da anni si occupa dell'argomento, un'analisi di questo tipo potrebbe prevedere l'insorgenza dell'Alzheimer addirittura con dieci anni di anticipo sulla comparsa dei primi sintomi.

di Silvia Soligon (04/07/2011)

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