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Tabacco, «in fumo» 7 miliardi e mezzo di euro «Una legge per i giovani»

Per il trattamento di pazienti affetti da patologie attribuibili al fumo di tabacco la spesa ospedaliera ammonta a circa 3,4 mld di euro, mentre la spesa sanitaria complessiva è di oltre 7,5 mld di euro. Sono i dati emersi da uno studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore condotto da Americo Cicchetti sull’impatto economico delle patologie fumo-correlate presentato durante il convegno “Fumo: dipendenza o stile di vita?” promosso dall’Osservatorio Sanità e Salute e dall’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione.


Nonostante le normative restrittive in vigore, il fumo uccide ancora 650 mila persone all’anno, più dell’intera popolazione dell’isola di Malta o del Lussemburgo. In cima alle malattie per le quali è indiziato anche il tabacco ci sono il cancro del polmone, il cancro del cavo orale, della faringe, della laringe, dell’esofago e la Broncopneumopatia cronico-ostruttiva. Tra le patologie “parenti” del tabagismo c’è anche la cardiopatia ischemica, i cui costi sanitari da soli ammontano a più di 1 miliardo di euro.


“La possibilità per i fumatori di avere libero accesso alle terapie per smettere di fumare aumenta di 2,9 volte l’adesione e di 2,3 volte l’astinenza dal fumo a sei mesi”, continua la ricerca che sottolinea come l’Italia sia solo al decimo posto tra i Paesi europei che meglio fronteggiano la dipendenza da fumo, dietro Belgio, Finlandia e Francia. Al primo posto in Ue per il controllo del tabagismo spicca la Gran Bretagna. “L’Italia rispetto alla valutazione del 2005, pur mantenendo lo stesso punteggio ha perso due posizioni - si legge ancora nella ricerca che ha confrontato i dati con quelli del 2007 -, mentre la Francia ne ha guadagnati altrettanti”.

 

"Abbiamo già una normativa che vieta di fumare nei luoghi pubblici, ma si può e si deve fare di più - ha affermato il senatore del Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale di Palazzo Madama -. Per questo ho presentato, assieme al senatore Antonio Tomassini, del Pdl e presidente della Commissione Sanità, un disegno di legge che prevede, in primo luogo, di introdurre il divieto di vendere sigarette ai minori di 18 anni”.

 

La proposta di legge estende il divieto di fumo anche ai cortili delle scuole di ogni ordine e grado e obbliga le aziende ad inserire nei pacchetti di sigarette un “bugiardino” informativo come quello che si trova nelle confezioni dei farmaci.

 

“In Italia, un significativo e importante passo avanti per la lotta al fumo è stato fatto con l’entrata in vigore della legge Sirchia, ma crediamo che un ulteriore giro di vite contro il fumo attivo e passivo vada fatta proprio con gli strumenti legislativi”, ha aggiunto Tomassini.

 

di Cosimo Colasanto
Pubblicato il 13/07/2011