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Tagli alla sanità
I gastroenterologi:
«Non toccare i posti letto»
Chiedono al governo non solo “di garantire il numero di 3,6 posti letto ogni 100.000 abitanti” così come scritto in un accordo tra Fismad e Ministero della Salute del 2006, ma che per il conseguimento dei vantaggi della qualità e dei costi ci sia “una ridistribuzione dei posti letto ospedalieri, con incremento di quelli in dotazione alla Gastroenterologia”. Sono due dei punti contenuti nel Libro Bianco della Gastroenterologia italiana, presentato questa mattina alla Camera dei Deputati, dalla Fismad, la Federazione italiana delle Società delle Malattie dell’Apparato Dirigente.
In Italia ci sono un milione e mezzo di ricoveri all’anno per le malattie dell’apparato digerente, al quale è collegato il 30% della mortalità per tumori. Il tumore al colon retto è la seconda causa di morte nel nostro Paese e la maggior parte delle malattie è oppure è destinata a diventare cronica.
“Dobbiamo arrivare ad un sistema sanitario in cui le patologie, in particolare quelle croniche, siano curate con continuità assistenziale - ha sottolineato Fazio intervenendo all’incontro -, evitando che il paziente entri ed esca dall’ospedale e facendo in modo che sia seguito anche dopo il ricovero sul territorio”.
Sulla razionalizzazione della spesa, nella quale spicca quella sanitaria, le Regioni hanno fatto già sapere di non essere disposte a sopportare il maggior peso della manovra, che rischia di tradursi, sostengono, in un duro colpo al federalismo fiscale, ma secondo Antonio Leone, vicepresidente della Camera, "le Regioni dimenticano i cosiddetti parametri di virtuosità, fondamentali nell’impianto del federalismo, con cui si potrà allentare la morsa del Patto di stabilità a favore degli enti che dimostreranno capacità di gestione, non solo dal punto di vista degli equilibri di bilancio". E sul meccanismo che entrerà a regime dopo il varo della manovra "mi sembra sottovalutata l’ulteriore riduzione del contributo alla manovra per l'anno 2012 - continua l'esponente del Pdl - a favore degli enti che saranno inquadrati nella prima classe di virtuosità, stanziando a loro favore 200 milioni di euro. Sono state inoltre soppresse le norme, assai controverse, che riducevano i fondi perequativi e i trasferimenti erariali nei confronti degli enti locali - aggiunge Leone - appartenenti alle ultime due classi di virtuosità. Tutto questo non vanifica il federalismo - conclude -, piuttosto ne amplifica ed esalta i contenuti. (aggiornato 15-07-2011)
di Cosimo Colasanto (14/07/2011)

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