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Obesita-cancro

Più fame per i cibi
grassi? Siamo europei

L’attrazione per dolci, alcol, patatine e quella birra in più? Negli occidentali è innata, tanto che i ricercatori dell’Università di Aberdeen, in Scozia, hanno individuato un interruttore “preistorico” comune da millenni al cervello dei popoli nati sulle due sponde dell’Atlantico. È un neurotrasmettitore, la galenina, che accende la fame per i cibi più grassi e con più calorie e che nelle popolazioni asiatiche, ad esempio, influenza di meno l’appetito.

 

Per Alasdair MacKenzie, autore dello studio pubblicato su Journal of Neuropsychopharmocology, “la spiegazione è genetica” e in parte dovuta all’evoluzione. Per resistere ai ghiacci delle inospitali regioni europee di un tempo, i nostri antenati hanno sviluppato una predilezione per i cibi più energetici.

 

Risultato? Il cervello programmato per cercare alimenti calorici è arrivato fino ai noi spiegando perché, ad esempio, per gli europei attuali “birra e latticini sono importanti fonti di calorie durante i mesi invernali”.

“L’interruttore controlla le aree del cervello che ci permettono di scegliere quali alimenti ci piacerebbe mangiare e - dice ancora MacKenzie - se agisce in modo rilevante siamo più propensi a desiderare cibi grassi e alcol”. Quello che oggi è un problema sanitario, per l’aumento dell’obesità nelle latitudini settentrionali del pianeta, nel passato ebbe una funzione a sostegno dello sviluppo della specie, dato che “durante l’inverno, gli individui con l’interruttore meno efficiente, non sarebbero potuti sopravvivere in Europa”.

di co.col. (18/07/2011)

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