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Sogni «spie» del corpo: verità o falso mito?

Chi non ha mai sognato di correre o di non riuscire a muoversi? Di essere pesante come un sasso o così leggero da spiccare un volo? Psicologi e psicanalisti si sono chiesti il perché.
Dopo l`avvento delle teorie freudiane, i sogni sono stati considerati la manifestazione dei nostri desideri inconsci. E a tutti è capitato, almeno una volta, di improvvisarsi psicologo di se stesso o di altri per tentare di interpretare il significato “elaborazioni notturne”.
E se invece il senso fosse più concreto di quanto crediamo? C`è chi pensa che alcuni sogni siano collegati a determinate condizioni fisiche. È quanto affermano alcuni studi: il nostro organismo si serve dei sogni per comunicarci un malessere fisico. Secondo questa teoria sogni piuttosto ricorrenti come volare, cadere, sprofondare, non riuscire a muoversi, sarebbero indici di problemi di salute, dei quali, forse, non siamo ancora consapevoli. Un`ipotesi che ha affascinato anche il celebre neurologo e scrittore americano Oliver Sacks.
Sembra, infatti, che volare o cadere nel vuoto presagisca fastidi all`apparato respiratorio quali asma, bronchite cronica e raffreddore. Mentre immagini riguardanti fuoco, incendi, eruzioni vulcaniche, indicherebbero, disturbi cardiaci quali coronopatie, cardiopatie, affanno, palpitazioni. Continuando con gli elementi naturali, i sogni concernenti l`acqua, annegamenti, tempeste e torrenti impetuosi sarebbero invece sintomi di disfunzioni ai reni, ritenzione idrica, ma anche artrosi, osteoporosi, e persino del calo della libido. Infine, trovarsi di fronte ad ostacoli o difficoltà di muoversi come camminare in una palude o perdere il treno per un soffio, indicherebbero disordini all`apparato circolatorio: ematomi, problemi ematici, edemi, disfunzioni al pancreas o alla milza.
Non tutti però concordano con questa tesi. Secondo Luigi De Gennaro, docente di Scienze e tecniche psicologiche dell`Università degli studi di Roma "La Sapienza", “non esistono prove scientifiche sulla veridicità di queste teoria”, che si presenterebbe come “la riproposizione di una convinzione in auge nella psicosomatica ben 50 anni fa”.
Il materiale onirico andrebbe invece ricercato, secondo lo specialista, “nei contenuti della vita diurna”: in particolare hanno maggiore possibilità di entrare a far parte dei nostri sogni “gli eventi per noi più significativi”. Quando ci si riferisce invece alle stimolazioni sensoriali è risaputo che determinati elementi ambientali possano influenzare il nostro sonno: “È probabile che dormendo vicino ad una stazione ferroviaria si finisca col sognare i treni”. Gli stimoli esterni  hanno di sicuro la possibilità di “entrare a fare parte dei nostri sogni, ma non di determinarli”.

di nadia comerci
Pubblicato il 01/11/2008