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Comportamenti ripetitivi,
ecco quando i rituali
aiutano a ridurre l'ansia

Rituali e comportamenti ripetitivi riducono l'ansia. A dirlo è uno studio coordinato dall'Università di Tel Aviv (Israele) apparso sulle pagine di Neuroscience and Biobehavioral Reviews. I comportamenti rituali servirebbero a indurre la calma e a regolare lo stress causato dall'imprevedibilità e dall'impossibilità di controllare gli eventi.

 

Esaminando videoregistrazioni che mostravano giocatori di pallacanestro alle prese con un tiro libero, i ricercatori hanno rilevato l'abitudine dei cestisti a palleggiare ripetutamente prima di provare il lancio. “E' un modo per focalizzare l'attenzione e controllare le proprie azioni”, spiega David Eilam, coordinatore della ricerca. Infatti i giocatori che credono che completare questa ripetizione possa migliorare la performance ottengono, in genere, risultati migliori.

 

Questo tipo di comportamento non scade necessariamente nell'ossessività, ma è particolarmente accentuato nel disturbo ossessivo-compulsivo. Chi ne soffre, infatti, controlla ripetutamente di aver completato un'azione, ad esempio aver spento i fornelli. Tuttavia, si tratta di un rituale diverso da quello osservato negli sportivi, perché caratterizzato da una sensazione di incompletezza che impedisce di porre fine alla ripetizione e che distingue il rituale sano dall'atteggiamento patologico.

di Silvia Soligon (04/10/2011)

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