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Il gusto estetico? Questione di neuroni

La bellezza non è solo negli occhi di chi guarda. Ma anche nel cervello. Un “codice neurale” che permette al cervello di creare una sorta di disegno mentale degli oggetti che ci circondano e di decifrarne forme e colori: è la scoperta di un gruppo di ricercatori di Baltimora che ha individuato il meccanismo cerebrale che decodifica delle forme tridimensionali.
“Gli uomini sono profondamente consapevoli della struttura degli oggetti – spiega Charles E. Connor, del Mind-Brain Institute della Johns Hopkins University – e questa capacità potrebbe essere dovuta alla precisa interpretazione che ne fa il cervello”.
Oltre alle implicazioni per la cura dei pazienti con disordini della percezione e a un eventuale nuovo approccio alla computer vision, i risultati della ricerca possono avere dei risvolti nel campo dell`ottica: i codici neurali permetterebbero di spiegare perché alcune immagini risultano piacevoli allo sguardo e altre lo infastidiscono. “In un certo senso, gli artisti sono come dei neuroscienziati – spiega Connor – che conducono esperimenti giocando con forme e colori al fine di evocare un`unica, potente risposta dalla regione del cervello deputata all`elaborazione delle immagini”.
Per approfondire questo aspetto di neuro-estetica, Connor e colleghi progettano una collaborazione con il Walters Art Museum di Baltimora. 
“Mi interessa sapere come interagiscono il cervello del visitatore e l`opera d`arte” afferma Gary Vikan, direttore del museo. Il progetto, promosso anche dal National Insitute of Health, prevede che i visitatori osservino una serie di forme tridimensionali generate da un computer e ne diano un giudizio estetico. Se questo esperimento riuscirà a identificare delle strutture particolarmente efficaci al livello artistico, il passo successivo sarà studiare come queste strutture vengano elaborate dal nostro cervello.

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Pubblicato il 28/10/2008

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