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Uomini senza figli vivono di meno, hanno cuore più fragile

Chi l’avrebbe mai detto: le levatacce notturne per sedare i pianti del pargolo e i salti mortali per allevare la prole allungano la vita. Parola dei ricercatori dell’Università di Stanford (Usa) secondo i quali il rischio di morire di patologie cardiovascolari è maggiore per gli uomini senza figli rispetto a chi è padre. Lo studio, in corso di pubblicazione su Human Reproduction, ha preso in esame circa 135.000 maschi adulti alla ricerca di un nesso significativo tra la salute cardiaca e longevità dei papà. Dai primi dati, la condizione di non-genitore è risultata correlata ad un aumento di morte per infarto superiore del 17% rispetto alla media.

“Dobbiamo approfondire la relazione che esiste tra infertilità e rischio cardiovascolare", spiega Michael Eisenberg, che ha guidato lo studio. Secondo Eisenberg e colleghi i problemi riproduttivi potrebbero essere una spia di sottostanti disturbi cardiovascolari non ancora emersi. Curare in anticipo i primi, quindi, potrebbe aiutare a prevenire pericoli più gravi per la salute.


Una teoria tutta da provare, ma sulla quale gli scienziati di Stanford stanno lavorando. Eliminando, infatti, gli uomini non sposati - quelli che in via di principio sono meno intenzionati a riprodursi -, gli studiosi hanno identificato una fascia di uomini sposati, ma senza figli, e quindi statisticamente con più probabilità affetti da problemi di sterilità. Ma non solo. Secondo i ricercatori, anche il testosterone, ormone maschile per eccellenza, potrebbe incidere su questo rapporto. Chi ha bassi livelli di testosterone è, secondo le ricerche, meno predisposto ad avere figli. Un equilibrio difettoso dell’ormone potrebbe giocare un ruolo non di secondo piano sulla mortalità anticipata di alcuni maschi. Senza scartare altri fattori: “E se avere figli predisponesse solo ad avere comportamenti di vita più sani?”, si chiedono gli scienziati.

 

 

di di Cosimo Colasanto
Pubblicato il 02/11/2011